Il Pianeta Latente nella puntata di questa stamattina di Progress (SkyTG24)

Un passaggio de < Il Pianeta Latente > su SkyTG24 nella puntata di questa stamattina di Progress insieme alla già ministra Paola Pisano. Un grazie al giornalista e conduttore di Progress Alberto Giuffré per l’invito, l’ospitalità e l’intervista congiunta. Lo spunto di partenza della nostra conversazione lo scritto di Amodei (Anthropic) sulle “Machines of Loving Grace” dopo quello di Altman (OpenAI) su “The Age of Intelligence”. Tra opportunità, vulnerabilità e immunità del nostro orizzonte tecnologico, la puntata odierna completa la potete trovate su Sky …

Intervento alla Milano Digital Week (2024)

Uno scatto dalla cerimonia di apertura della Milano Digital Week 2024. Un grazie al Sindaco Sala per l’accoglienza, a Layla Pavone per l’introduzione alla manifestazione, a Pietro Cerretani e agli organizzatori (TIG The Innovation Group) per la cura straordinaria dell’evento/piattaforma. Grazie di nuovo per l’ospitalità e gli apprezzamenti finali …

Dell’ultima parola (Accoto, Il Pianeta Latente, 2024)

“… non odo parole che dici umane” (D’Annunzio)

Il Pianeta Latente: sono ora disponibili online l’indice dei contenuti, l’introduzione al saggio e l’incipit del primo capitolo (L’Ultima Parola). Poi svelerò, via via, anche gli incipit poetici del secondo (L’Occhio Assente) e del terzo capitolo (L’Atto Osceno) … buona lettura!

Della “Bolla” e del “Pianeta” (Accoto 2024)

Prestiamo attenzione perché, con i suoi cicli di vita e morte (e rinascita), la “Bolla” ad un certo punto poi diviene il “Pianeta”. E senza che ce ne accorgiamo. Divenire pianeta: questo è il mandato avventato (e il destino incerto) della bolla. Mi concentrerei, allora, piuttosto su quest’ultimo (e la sua l’immanenza al di là dell’imminenza) senza dare peso alla cronaca, ora avvilita ora eccitata con i suoi noti ritmi/riti di insufflazione ed espirazione. Un focus strategico sulla natura e sulla forma di questa nuova terraformazione in corso e delle sue ingegnerie ed economie a partire da quelle dell’artificialità dell’intelligenza e dei processi della nuova accumulazione originaria. Dunque, perché (accade) e per chi (accade) e come? (Accoto, postilla a “Il Pianeta Latente”, Egea 2024)

Umanesimo e tecnologia: governare il cambiamento (Codau 2024, Accoto)

Uno scatto dall’evento CODAU 2024, XXI Convegno Nazionale dei Direttori Generali delle Amministrazioni Universitarie (Firenze, 19-21 settembre). Il mio intervento a chiusura e a commento del panel a più voci moderato da Barbara Carfagna: “umanesimo e tecnologia: governare il cambiamento”. Un grazie all’Associazione per l’interesse, l’invito e l’ospitalità. Tra i punti che ho toccato: i) le provocazioni dell’ingegneria dell’AI (non solo opportunità e vulnerabilità); ii) la nuova logica del capitalismo digitale (e i suoi mercati proprietari); iii) la filosofia feconda del disallineamento (cognizione e decisione nella neo-automazione); iv) la necessità di fare innovazione culturale (produrre nuovi significati in un mondo more-than-human). Grazie ancora per gli apprezzamenti finali … ne sono felice!

[anticipazione] È in uscita il mio nuovo saggio “Il Pianeta Latente” (Accoto, Egea 2024)

[anticipazione] È in uscita il mio nuovo saggio “Il Pianeta Latente” (Accoto, Egea 2024). Con il sottotitolo “provocazioni della tecnica, innovazioni della cultura”, è un’incursione filosofica e ingegneristica, agile e curiosa, tra intelligenza artificiale e intelligenza planetaria. Tra provocazioni di senso e nuove terraformazioni, una narrazione speculativa in tre atti (L’ultima parola, L’occhio assente, L’atto osceno) non proprio indulgente e anzi un po’ disturbante. Come deve essere la filosofia. Un trittico che esplora con altre mappe di senso (anche arrischiato) il Pianeta Latente che l’intelligenza artificiale sta costruendo. Tra opportunità, vulnerabilità e prossime immunità.

<< L’intelligenza artificiale è una planetaria provocazione di senso. Interroga l’umano sul suo destino e sulle sue prerogative: parola, visione, azione. Con l’arrivo dei modelli linguistici che automatizzano la scrittura, dei motori visuali che simulano la fotografia, degli agenti autonomi che disarticolano il lavoro crescono inquietudini ed entusiasmi. L’ultima parola, l’occhio assente, l’atto osceno: sono problemi o provocazioni? Entrambe le cose. Ma se alle vulnerabilità tecniche risponderemo con l’ingegneria (informatica, giuridica, politica), alle provocazioni intellettuali dovremo rispondere invece con la filosofia. Non saranno sufficienti educazione, regolazione, moralizzazione, amministrazione. Dovremo fare, anche e soprattutto, innovazione culturale. Produrre cioè nuove idee e significati con un pensare più-che-umano, frutto ancora acerbo di questa emergente e sorprendente intelligenza planetaria >> (Accoto, Il Pianeta Latente, Egea 2024, quarta di copertina).

Un pò stanco, ma felice di questa ultima scrittura e della sollecitazione di pensiero che potrà evocare in chi leggerà. A voi di saggiarla, discuterla e migliorarla. Buona lettura!

In tutte le librerie a partire dall’11 ottobre (e qualche giorno prima sugli store online a partire dal sito di Egea). A presto e spargete la voce …

Il doppio del mondo (Accoto 2024)

< A grandi passi, si è avviata l’era della “simulazione computazionale” con le sue molte opportunità e le sue vulnerabilità (e dovremo costruire nuove immunità). Una rivoluzione che ha cominciato ad avere importanti ricadute strategiche. Tra queste, emblematica e trasformativa è l’introduzione e l’adozione da parte di industrie, settori e mercati della pratica del digital twinning (gemellaggio digitale). Ma che cos’è un digital twin, un gemello digitale? Copia, replica, rappresentazione, simulacro del reale? Più in astratto, potremmo dire che è una simulazione computazionale del mondo nel suo prodursi. Simulazione di prodotti, di processi, della stessa produzione in esecuzione e al miglior < twinning rate >. Ma cos’è più filosoficamente, una simulazione computazionale al di là delle tecnicalità di sensori, dati, algoritmi, protocolli? Possiamo anticipare qui che è un dispositivo epistemico in grado di ridurre lo scarto cognitivo esistente tra mondo (fisico) e modello (matematico). In plasticità epistemica, la simulazione supera -secondo alcuni filosofi della scienza- anche il più vecchio metodo dell’esperimento avviando, così, una sorta di nuova rivoluzione scientifica (e con questa anche di business) con un impatto simile o superiore a quello che ebbe la rivoluzione scientifica del metodo sperimentale di Galileo Galilei. Dunque, il digital twin non è semplicemente -come si dice spesso ingenuamente- una replica virtuale o una copia digitale del mondo. Queste simulazioni diagnostico-prognostiche (on-board e off-board) di asset fisici e industriali in attività sono proprio una nuova leva strategica, operativa e di business, fondamentale. È, infatti, in questa riduzione dello scarto cognitivo tra modello e mondo che si possono immaginare e produrre nuove opportunità di cocreazione di valore e nuove dinamiche di servizio potenzialmente anche più sostenibili. Forse allora l’umano che nascerà dall’impiego dei gemelli digitali (ad es, dei pazienti) sarà nuovo tanto quanto lo fu l’umano nato dall’impiego delle dissezioni cadaveriche. Pensiamo a Leonardo da Vinci. Mutatis mutandis, anche in quel caso ci fu un approssimarsi ai corpi che venivano incisi per capire meglio il loro funzionamento. Le dissezioni (anatomiche) verranno sostituite dalle simulazioni (algoritmiche)? Sensori e simulazioni, dunque, come bisturi e illustrazioni? D’altro canto abbiamo già usato in passato avatar analogici per creare esperienze migliorative del mondo. Pensiamo ai manichini sensorizzati (proxies) usati nei crash test su cui costruiamo esperienze di guida più sicure. Così magari in futuro useremo avatar digitali per creare nuove esperienze. Con creazione di valore e di rischio naturalmente. Un business che voglia orientarsi al ed essere orientato dal digital twin richiederà a imprese e manager di familiarizzare strategicamente con questa rinnovata filosofia simulacrale > (postilla a “Il doppio del mondo”, podcast RAI di Cerofolini e Accoto)

Tecnologie estensive o astensive dell’umano? (Accoto, 2024)

Uno scatto dal mio intervento nella seconda puntata di CODICE (il programma televisivo di Barbara Carfagna) su RAI 1 in seconda serata venerdì scorso. Il tema di questa nuova stagione è la velocità e l’accelerazione nelle sue diverse forme tecnologiche e nelle sue declinazioni planetarie (la puntata è ora anche su RaiPlay). Quale dialettica (automation, heteromation, augmentation) tra tecnologie estensive dell’umano e tecnologie astensive dell’umano nell’era dell’iperautomazione? E poi, lontano dalle seduzioni delle sedazioni e dall’anestetica dell’etica, che umani nuovi diventeremo e in che loop nuovi, anche altrimenti arrischiati, saremo presi? Perchè l’umano che salirà su un’auto <a guida macchinica> sarà un umano diverso da quello che saliva su un’auto <a guida umana> e anche il nuovo loop (esperienza, intelligenza, responsabilità, libertà, senso …) in cui sarà preso sarà diverso anch’esso. Prenderne criticamente consapevolezza potrà aiutarci a orientare (al) meglio questo assemblaggio socio-tecnico caotico e accelerato, questa nuova condizione e conduzione più-che-umana …