A Milano oggi in apertura della plenaria di Netcomm Forum 2026, due scatti dal mio speech intitolato: Da general-purpose a institutional technologies: disegno, governo e valore delle nuove ingegnerie istituenti (Accoto 2026). Grazie per l’invito caloroso al Presidente Roberto Liscia, per l’organizzazione a TIG The Innovation Group e per gli apprezzamenti finali a quanti e quante hanno partecipato con grande interesse e attenzione!
<< … sarà necessario che il nostro pensare intorno alle nuove ingegnerie (dalle intelligenze artificiali alle reti decentralizzate ai protocolli quantistici) evolva oltre la dimensione “strumentale” -con cui ingenuamente molti le analizzano ancora- per andare verso una loro interpretazione più “strutturale” e finanche “istituzionale”. È strategico cominciare a pensare, ad esempio, ai modelli linguistici su larga scala o ai registri decentralizzati a consenso crittografico o ancora alle reti di quantum communication non come mere strumentalità tecnologiche (dagli algoritmi di back-propagation ai protocolli di zero-knowledge proof ai dispositivi sim-to-real/real-to-sim e altro ancora) alla base di “soluzioni” e “sistemi”, ma come emergenti forme di “istituzioni” socio-economiche. E cioè potenziali (certamente anche arrischiate) istituzionalità più-che-umane che si affiancheranno e si incroceranno (e col tempo anche in competizione direi) con altre, diverse e più antiche istituzioni come le imprese, i mercati, le burocrazie, gli stati. Esploreremo insieme l’orizzonte tecnologico per cogliere speculativamente questa sorprendente capacità “istituente” della tecnica … >> (Accoto 2026)










