Back to MIT (Boston) – sono rientrato al campus da questa settimana per riprendere le mie esplorazioni filosofiche affiliate e arrischiate sulle frontiere tecnologiche. Nuovi progetti, incontri e pensieri (e libri) tra filosofia e ingegneria.
Sintetizzo qui, con l’occasione, le mie linee di studio per i prossimi mesi. Questi percorsi nascono all’incrocio di personali interessi teoretici e letture, da emergenti speculazioni culturali e strategiche e dalle domande di senso che mi hanno posto imprese, organizzazioni e istituzioni promotrici dei vari phil-tech lab già fissati in calendario per il 2026.
L’orizzonte esplorativo di quest’anno è:
< il destino istituente della tecnica >
Con diverse declinazioni …
1. From protocolar policy to protocological politics (topics: future leadership, governing pandora, value horizoning, multipolar techno-nationalism …)
2. From general-purpose technologies to institutional engineering (topics: machine agency, quantum comm, crypto-robotics, neuro-engineering …)
3. From invisible hands to autonomous markets (topics: agentic economy, radical & proprietary markets, decentralized AI, consensus networks …)
4. From ethical humanism to existential planetarity (topics: more-than-human ethos, ai-trust, cyber-peace & cyber-war, philosophy of outer space …)
5. From synthetic intelligence to assemblage cognition (topics: co-intelligence, positive disalignment, unconscious networks, infrastructure thinking …)









