Dalle macchine di Turing alle istituzioni di Turing (Accoto 2025)

<< … Sarà necessario che il nostro pensare intorno alle nuove ingegnerie (dalle intelligenze artificiali alle reti decentralizzate) evolva oltre la dimensione “(in)strumentale” -con cui ingenuamente molti le analizzano ancora- per andare verso una loro interpretazione più “(infra)strutturale e finanche “(neo) istituzionale”. È strategico cominciare a pensare, ad esempio, ai modelli linguistici su larga scala o ai registri decentralizzati a consenso crittografico non come mere strumentalità tecnologiche (dagli algoritmi di back-propagation ai protocolli di zero-knowledge proof ai dispositivi sim-to-real/real-to-sim e altro ancora) alla base di “soluzioni” e “sistemi”, ma come emergenti forme di “istituzioni” socio-economiche. E cioè potenziali (certamente anche arrischiate) istituzionalità più-che-umane che si affiancheranno e si incroceranno (e col tempo anche in competizione direi) con altre, diverse e più antiche istituzioni come le imprese, i mercati, le burocrazie, gli stati. Per cogliere speculativamente questa sorprendente capacità “istituente” della tecnica, dovremo allora dotarci di … >> (Accoto 2025, forthcoming)

Il Pianeta Latente su StartupItalia (Accoto 2025)

<Il Pianeta Latente> su StartupItalia questa domenica con un intervento che potete leggere e che ricapitola, a conclusione del saggio, lo spirito di questa mia nuova scrittura arrischiata e pensiero perturbante. Grazie a StartupItalia per l’interesse e l’ospitalità …

” … Erroneamente e a lungo circoscritto (reificato o personificato a seconda dei casi) alla dimensione tecnologica con le sue ramificazioni economiche, legali, sociali ed etiche, l’assemblaggio che chiamiamo «intelligenza artificiale» si sta finalmente rivelando per quello che è sempre stato: una provocazione politica planetaria. Di fatto, evoca e incarna il crescere di una computazione che scala a livello terrestre (ed extraterrestre anche) diventando vettore generativo, spesso invisibile e talvolta inviso, di nuove sovranità algoritmiche, di nuove visualità operazionali, di nuove scritture sintetiche … L’intelligenza artificiale è un nuovo modo d’essere (abitato) del nostro pianeta. Prefigura (e configura) l’ennesima ultima terraformazione del nostro mondo, la sua imminente e altra condizione di immanenza, di esperienza e di intelligenza. Come per altri passaggi nella storia della civilizzazione umana, si scardineranno ordini del discorso (regimi di verità/falsità), modi di produzione (regimi di possibilità/impossibilità), etiche di conduzione (regimi di responsabilità/irresponsabilità)… ” (Il Pianeta Latente, 2024)

< Pirati informatici come nuovi filosofi decostruttivi > (Accoto 2025)

“ … Possiamo considerare, per esempio, questi attacchi informatici alle forme della scrittura della nostra contemporaneità (la programmazione) un’innovativa forma contemporanea di decostruzione filosofica? In che misura possiamo considerare gli attacchi informatici la versione presente di quello che la filosofia ha chiamato e chiama decostruzione? Credo sia interessante e opportuno, allora, esplorare questa idea della decostruzione filosofica delle testualità codificate (ispirata dal filosofo decostruttivista Jacques Derrida e rilanciata di recente dal filosofo della guerra informatica Justin Joque) incarnata dall’attacco cibernetico, in cyberguerra tanto quanto in cyberpace. Decostruire è avviare un confronto serrato con la pretesa struttura unitaria e chiusa dei testi (ma poi di ogni artefatto culturale, direi) con l’obiettivo di scardinarne e smontarne i presupposti nascosti, i pregiudizi impliciti, le falle e gli scarti marginali, le contraddizioni latenti disvelando la natura di quella di quella costruzione del reale che abitiamo spesso senza consapevolezza. Semplificando il discorso, se consideriamo la programmazione, il codice e i programmi software la forma particolare di scrittura del nostro presente, allora l’attacco informatico (anche nella forma estrema di guerra informatica), nelle sue varie forme, può rappresentare una sorta di contemporanea filosofia decostruttiva operata con altri mezzi. Come per i processi decostruttivi filosofici, l’attacco informatico replica una specifica logica: attacca una testualità, quella della programmazione. Dunque, se consideriamo le linee di codice che istituiscono la nostra società come testualità, allora un’intrusione dentro quella scrittura è un atto di forza decostruttiva. Non è un attacco al testo-libro come è accaduto finora, ma un attacco diretto al testo-codice (che sappiamo, peraltro, essere ontologicamente insicuro per fallibilità, degradabilità, vulnerabilità). L’atto decostruttivo produce materialmente e concettualmente aperture, fessure e crepe dentro la nuova trama testuale del nostro nuovo reale …” (Accoto 2025)

Antikythera: Philosophy of Planetary Computation (2025 forthcoming)

Il think tank filosofico Antikythera che ho menzionato e promosso in chiusura del mio ultimo saggio “Il Pianeta Latente” espanderà nel 2025 il suo programma pionieristico di ricerca sulla <filosofia della computazione planetaria> con un Journal (Antikythera: Philosophy of Planetary Computation) e una produzione di saggi in pubblicazione con MIT Press. Non a caso, in incipit del mio capitolo finale (Un azzardato orizzontare), avevo messo un verso di Emily Dickinson ” … essi saggiarono il nostro orizzonte”. Solo per chi volesse aprire la propria finestra di Overton e dare aria nuova al cervello. Avvertenza: solo per stomaci filosofici di ferro. Chi è familiare con l’opera speculativa del filosofo Benjamin Bratton (a partire da The Stack. Software and Sovereignty) non dovrebbe avere difficoltà …

“… The work culminated in ten speculative projects rigorously articulated in research papers that will be published in the May 2025 Antikythera Journal. These papers include the following titles:

+ Traversing the Uncanny Ridge
Modeling and measuring novelty in generative AI

+ Synthetic Counteradaptation
On the competitive co-evolution of humans and AI.

+ Chronoseed
Using LLM’s as time capsule preserving cultural archives for future worlds.

+ From Cognizer to Cognized
Mutual prediction in human-AI coevolution

+ From Biomimesis to Xenophylum
Towards a synthetic Cambrian Explosion

+ Organoid Array Computing
Building neural networks of brain organoids

+ Endosomatization
Cognition beyond the brain in distributed sensory media

+ The Chronoceptual Runway
How computational sensing alters the perception of time

+ Minimum Viable Interiority
Building ‘intra-agent intra-action’ for many-model NPCs

+ Generative Topolinguistics
Bi-directional interfaces for the manipulation of tokenizable space.

Dati “del” mondo, ma non “dal” mondo (Accoto 2025)

<< L’esaurimento pronosticato dei <dati reali> con cui addestrare l’intelligenza artificiale – a detta di molti – avvierà l’era della produzione dei <dati sintetici>, dati artificialmente generati che simulano quelli reali. La questione del <realismo> nei dati sintetici torna protagonista con un numero speciale dei Journal di ACM (*) uscito questo mese. Certamente, è una questione ingegneristica e strategica di business, naturalmente, ma è anche interessante dal punto di vista filosofico ed epistemico. Ne ho scritto lungamente nell’ultimo volume della mia trilogia, “Il mondo in sintesi. Cinque lezioni di filosofia della simulazione”). In che senso filosofico profondo, diciamo che i dati sintetici simulano i dati reali? Come si determina e si valuta questo nuovo <realismo sintetico> e la sua qualità? Come si misura il grado di realismo di un dato simulato artificialmente generato? E che relazione c’è tra produzione di realismo e misurazione della realtà? Il realismo è nell’esito di un processo simulativo (la caratteristica che dovrà possedere il dataset simulato) o è all’origine del processo simulativo (come proprietà del dataset originario che andrà preservata in qualche modo?) Che nuove metafisiche della quantità dovremo qui evocare (se dovremo evocare) per questi dati “del” mondo ma non “dal” mondo? >> (Accoto 2025, postilla a Il Pianeta Latente).

Per una introduzione filosofica potete leggere “Thinking About Statistics. The Philosophical Foundations” (2024) mentre per un approfondimento tecnico aggiornato è in uscita “Statistics By Simulation. A Synthetic Data Approach” (2025)

(*) Special Issue on Realistic Synthetic Data: Generation, Learning, Evaluation (ACM Transactions on Multimedia Computing, Communications, and Applications, vol. 21, n. 1)Activate to view larger image,

Accoto ospite dei Business Break (BIP/Corriere Economia, 2024)

Un frame dai Business Break di ieri, l’evento organizzato da BIP e Corriere Economia (in streaming su Corriere TV) per discutere delle trasformazioni tecnologiche in atto e dei loro impatti di business. Una mia lunga conversazione con Massimo Sideri, editorialista del Corriere e Donato Iacovone, Presidente Esecutivo di BIP. Come ospite di questo nuovo appuntamento, ho toccato alcuni temi chiave del nostro presente per leggere strategicamente l’evoluzione in corso: 1) il passaggio da una visione ‘strumentale’ ad una ‘istituzionale’ dell’intelligenza artificiale (oltre che ‘esistenziale’) e delle altre nuove ingegnerie; 2) l’algoritmo è il nuovo riduttore di complessità e incertezza in competizione con brand e marche (dopo quella con la grande distribuzione); 3) i modelli linguistici dell’intelligenza artificiale e i registri distribuiti della blockchain come nuove organizzazioni e nuove imprese del capitalismo digitale (tra piattaforme multi-sided e mercati proprietari). Con una domanda di fondo: quale umano e quale loop? Un grazie di nuovo a Massimo Sideri e a Donato Iacovone per l’interesse verso le mie esplorazioni filosofiche, per l’invito alla conversazione e per l’ospitalità calorosa. L’intera discussione è ora liberamente rivedibile sul sito del Corriere

https://eventi.corriere.it/economia/evento/augmented-economy-from-automation-to-augmentation/

Sul Corriere Economia una mia lunga intervista

Sul Corriere Economia di ieri una mia lunga intervista brillantemente curata dal giornalista Massimo Sideri che anticipa i temi del prossimo appuntamento dei Business Break di BIP che mi vedrà ospite mercoledì 11 dicembre e in streaming su Corriere TV. Un grazie a Massimo Sideri per l’interesse verso la mia esplorazione filosofica e la conversazione/intervista che ne è scaturita. E un ringraziamento a BIP per l’ospitalità calorosa e per l’invito a dialogare con Donato Iacovone, Presidente Esecutivo di BIP, nel corso di questo nuovo appuntamento. Maggiori info qui >

https://www.bip-group.com/it/newsroom/news/lalgoritmo-non-e-una-bolla-e-la-nuova-fabbrica

AI: verso quale teoria dell’allineamento? (Accoto, 2024)

Nel mio saggio ultimo “Il Pianeta Latente”, ho posto in questione l’ingenua e condivisa soluzione del cd. “allineamento” sollecitando provocatoriamente ad una possibile e più feconda < filosofia del disallineamento >. Posta come risolutiva dell’antagonismo volgare umano-macchina, la questione dell’allineamento apre invece, a ben vedere, tutta una serie di complessità teoretiche, concettuali e filosofiche. Esistenziali, da ultimo. E anche economiche, direi, come ben mostra il saggio “Artificial Intelligence. Economic Perspectives and Models” (2024). E, dunque, di quale teoria dell’allineamento parliamo quando parliamo di allineamento? (Accoto, postilla a Il Pianeta Latente, 2024)

” … The challenge facing AI scientists is to create intelligent, autonomous agents that can make rational decisions. This challenge has confronted them with two questions (Oesterheld, 2021, p. 2): “What decision theory do we want an AI to follow?” and “How can we implement such a decision theory in an AI?” This chapter provides a critical overview of how the economic theory of decision-making has helped to answer these two questions and how it can benefit from the practical solutions that AI scientists are working on. The main contribution is to identify how economists can contribute to the AI “alignment problem,” and moreover provide a fresh perspective on the alignment problem. AI systems are said to be aligned when they do what they are supposed to do, and do no harm. They are said to be value aligned when they share human values. The alignment problem has so far largely attracted computer scientists, programmers, and philosophers. Economists have until now contributed little (Gans, 2018) … ” (Artificial Intelligence. Economic Perspectives and Models, p. 60)

Oltre i benefici e i rischi: le provocazioni dell’intelligenza artificiale (Accoto, Econopoly, 2024)

Su Econopoly Sole 24 Ore, un mio intervento a partire dal mio ultimo saggio “Il Pianeta Latente”. Dall’inflazione della parola all’invisibilità dell’immagine all’oscenità dell’azione: << L’acronimo HITL è human-in-the-loop (come sperano i filosofi) o hardware-in-the-loop (come progettano gli informatici)? Ad avere l’ultima parola sarà l’umano o la macchina? Come si intuisce è una questione più esistenziale che strumentale, più fondativa che operativa. Per rispondere a queste domande radicali occorrerebbe, tuttavia, superare il discorso corrente (un po’ ingenuo) in cui molti sono invischiati: quello che vede nell’intelligenza artificiale, di volta in volta, o una cornucopia di meraviglie o un coacervo di pericoli. C’è una terza opzione. Riuscire a guardare non solo alle possibilità economiche e alle vulnerabilità sociali che si produrranno, ma alle provocazioni culturali che l’intelligenza artificiale ci viene proponendo (continua a leggere qui al link … https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2024/12/02/benefici-rischi-intelligenza-artificiale/)