[evento] La prossima settimana sarò ospite e speaker in presenza alla prima MIT Sloan Management Review Conference italiana organizzata da ESTE (21 giugno, Palazzo delle Stelline, Milano). Il tema generale della conferenza è: “La scintilla della coscienza nell’era digitale”. Ringrazio nuovamente Chiara Lupi e Francesco Varanini per l’invito caloroso e l’ospitalità. Il mio contributo alla giornata è intitolato: “AI tra λόγος e ἔργον: una provocazione di senso planetaria”. Qui sotto il mio abstract:
“Ci sono modi filosoficamente digiuni e politicamente ingenui di guardare a quanto, oggi, si etichetta come ‘intelligenza artificiale’. Sono quelli che, di volta in volta, reificano (sono solo strumenti) oppure personificano (hanno senzienza) le tecnicalità, le architetture, le automazioni ingegneristiche. Sono quelli evocati, a seconda dei casi, da un umanesimo visceralmente impaurito o, viceversa, ingenuamente eccitato dalla tecnica. Tuttavia, la cd. intelligenza artificiale non è mai tale ‘in sé’ e ‘per sé’ (puro artefatto strumentale), ma sempre ‘con altri’ (assemblaggio sociotecnico) e ‘per altri’ (costruzione sociomorfica). Ed è insieme λόγος e ἔργον: incarna e instrumenta nuove cognizioni del reale e nuove divisioni del lavoro. Da ultimo, è un nuovo modo di essere (abitato) del nostro pianeta, una nuova terraformazione (anche avventata e di fatto siamo una specie che sempre rischia l’essere dei suoi mondi). Per questo altro percorso filosoficamente più accorto ma anche aperto, con l’AI non siamo di fronte solo a nuovi problemi tecnologici (discriminazioni, manipolazioni, alienazioni, deprivazioni, etc.), ma anche e soprattutto a nuove o rinnovate provocazioni intellettuali all’umano e alla sua idea di planetarietà. E se i problemi tecnici richiedono aggiornate e adeguate soluzioni ingegneristiche (informatiche, legali, istituzionali, etc.), le provocazioni intellettuali ci sollecitano piuttosto all’innovazione culturale. Per questo avremo bisogno di un umanesimo insieme circospetto e coraggioso. Non saranno sufficienti educazione digitale, consapevolezza razionale, guida etica e regolazione giuridica della tecnologia. Avremo bisogno anche e soprattutto di innovazione culturale: chi conosce il mondo? cos’è un’immagine? a chi il diritto di parola e di scrittura? cos’è un autore? come lavora un agente? che fiducia e legge istanzieremo? dove si produce il senso? perché e per chi questa nuova terraformazione del nostro pianeta? Per rispondere a queste e a molte altre domande, occorrerà incoraggiare fortemente l’innovazione culturale. Di questa abbiamo un urgente bisogno. Per poter abitare, significare e prosperare in queste arrischiate, nuove uncanny valley” (Accoto 2023)

