[anticipazione] È in uscita il mio nuovo saggio “Il Pianeta Latente” (Accoto, Egea 2024). Con il sottotitolo “provocazioni della tecnica, innovazioni della cultura”, è un’incursione filosofica e ingegneristica, agile e curiosa, tra intelligenza artificiale e intelligenza planetaria. Tra provocazioni di senso e nuove terraformazioni, una narrazione speculativa in tre atti (L’ultima parola, L’occhio assente, L’atto osceno) non proprio indulgente e anzi un po’ disturbante. Come deve essere la filosofia. Un trittico che esplora con altre mappe di senso (anche arrischiato) il Pianeta Latente che l’intelligenza artificiale sta costruendo. Tra opportunità, vulnerabilità e prossime immunità.
<< L’intelligenza artificiale è una planetaria provocazione di senso. Interroga l’umano sul suo destino e sulle sue prerogative: parola, visione, azione. Con l’arrivo dei modelli linguistici che automatizzano la scrittura, dei motori visuali che simulano la fotografia, degli agenti autonomi che disarticolano il lavoro crescono inquietudini ed entusiasmi. L’ultima parola, l’occhio assente, l’atto osceno: sono problemi o provocazioni? Entrambe le cose. Ma se alle vulnerabilità tecniche risponderemo con l’ingegneria (informatica, giuridica, politica), alle provocazioni intellettuali dovremo rispondere invece con la filosofia. Non saranno sufficienti educazione, regolazione, moralizzazione, amministrazione. Dovremo fare, anche e soprattutto, innovazione culturale. Produrre cioè nuove idee e significati con un pensare più-che-umano, frutto ancora acerbo di questa emergente e sorprendente intelligenza planetaria >> (Accoto, Il Pianeta Latente, Egea 2024, quarta di copertina).
Un pò stanco, ma felice di questa ultima scrittura e della sollecitazione di pensiero che potrà evocare in chi leggerà. A voi di saggiarla, discuterla e migliorarla. Buona lettura!
In tutte le librerie a partire dall’11 ottobre (e qualche giorno prima sugli store online a partire dal sito di Egea). A presto e spargete la voce …

