Prometeo incatenato o del governo catecontico della tecnica (Accoto 2025)


< È opinione comune che bisogna ‘governare la tecnologia’. Da ultimo, in ordine di tempo, quella dell’intelligenza artificiale. A fronte delle arrischiate uncanny valley che stiamo attraversando (e anche già abitando), si sollevano richieste accorate di mettere a governo (giuridico, etico, sociale, politico…) le ondate tecnologiche in essere e in divenire (intelligenze artificiali, monete crittografiche, macchine quantistiche ad es). Vulnerabilità e rischi di varia natura sono i fattori scatenanti queste volontà normative catecontiche. Certo, c’è un che di condivisibile e consolante (e di giusto anche) in questi richiami alla governabilità della dimensione tecnica. E, tuttavia, mi sembra però anche che queste esortazioni governamentali palesino tutte, in fondo, una certa naïveté culturale e filosofica. In che senso diciamo che la tecnologia è governabile? A quali condizioni immaginiamo si possa governare? Come, quando e per cosa e per chi deve essere sottoposta a governo la tecnica? Le sue fondazioni o le sue applicazioni? Le innovazioni del presente o le loro conseguenze all’orizzonte? E che dire dell’economia politica della tecnica? È solo ingegneria o è anche e soprattutto politica? Va da sé che, se la tecnologia necessita di regole, è perché è ritenuta o incapace di auto-governo (inabilità) oppure addirittura proprio renitente al governo (indisponibilità). L’ingovernabilità è temuta e negata. In tutti i casi, la governabilità è data e presupposta. La tecnologia è governabile, si può governare e si deve governare. E così sempre più principi, valori, modelli, leggi, regole, pratiche sono evocati dall’esterno per incatenare una tecnica scatenata. Con un paradosso ultimo, la cibernetica, scienza massima del controllo, richiederebbe di essere a sua volta controllata. Ma è proprio così? E se si, come fare? I filosofi sanno bene le molte e diverse complessità e ambiguità proprie del katéchon, cioè del potere invocato a contenere il caos … > (Accoto 2025)

Dall’intelligenza artificiale a quella planetaria (Accoto 2025)

Ospite del Corriere della Sera in Triennale e in diretta streaming su Corriere TV, il mio intervento plenario al Festival Pianeta 2030 per esplorare la nuova intelligenza della planetarietà. Tra green coding e software sustainability, environmental sensing e planetary twinning, low-orbit communication e outer space ethics, un viaggio dentro una nuova terraformazione. Da Blue Marble a Earth-2, il mio racconto evocativo tra intelligenza artificiale e intelligenza planetaria … Un grazie agli organizzatori per l’invito e gli apprezzamenti finali. Ci rivedremo presto con nuove iniziative sull’orizzonte planetario che ci attende!

[photo credits] Corriere della Sera

Economia politica dell’evenienza o dell’era dell’oracolo (Accoto 2025)


<< … Come ho scritto altrove e da tempo, stiamo entrando nella feedforward economy (oltre l’economia del feedback). Se finora abbiamo vissuto al tempo dell’archivio, ora cominciamo a fare esperienza del tempo dell’oracolo. L’orizzonte non è più semplicemente il ‘real-time’, ma il ‘near-time’: non il tempo presente, ma quello prossimo. Vivremo in un tempo costantemente anticipato anche inavvertitamente. Le architetture planetarie sensitive, connettive, cognitive, simulative e attuative (tra codice, sensori, dati, algoritmi, protocolli) creano un mondo in cui l’informazione non fluisce più dal passato al presente, ma dal futuro al presente. Il dispositivo tecnico oracolare (arrischiato) ha l’obiettivo di ridurre la latenza informazionale tra il tempo dell’accadimento futuro degli eventi e il tempo presente del processamento macchinico dei dati. In questo, si evoca e si valorizza lo scarto temporale (che è sempre politico) tra il tempo dell’umano, il tempo del mondo e il tempo della macchina. E i rischi connessi all’incertezza. Stiamo così passando dal ridurre lo scarto tra passato e presente (skew time) al ridurre lo scarto tra futuro e presente (forward time). Con un provocazione paradossale, potremmo osare e dire che la tecnica inverte l’ordine del tempo: il futuro accade prima del presente. Perché crea valore di business questo passaggio anche filosofico? Perché come umani non abbiamo solo la necessità di gestire il sovraccarico informativo sul presente, ma anche e sempre più quella di gestire l’incertezza informativa sul futuro. La potenza istituente delle ingegnerie dell’oracolo. Non vogliamo ammalarci (medicina preventiva), non vogliamo trovare traffico in strada (mobilità allertativa), non vogliamo che si rompa il macchinario in fabbrica (manutenzione predittiva), non vogliamo perder tempo a scegliere il prossimo film da vedere dal catalogo (medialità raccomandativa), non vogliamo essere sorpresi da attacchi informatici (cybersicurezza adescativa). Non senza vulnerabilità e nuovi rischi, naturalmente. Dopo l’uscita di ‘Power and Prediction’ (Harvard Business Review Press, 2022) per il quale molti dei nostri problemi, bisogni, necessità e desiderata verranno trasformati e ridisegnati come questioni di predizione, Joshua Gans pubblicherà “The Microeconomics of Artificial Intelligence” (MIT Press, 2025) per analizzare l’impatto delle intelligenze artificiali predittive sui processi di decision-making delle imprese. Estremizzando, direi, in sintesi che la “produzione della predizione” si palesa sempre più essere il business del futuro per qualsiasi impresa. Benvenuti nell’era dell’oracolo … >> (Accoto 2025)

Nuova vitam instituere (Accoto 2025, MIT SMR Conference – Italia, slide)

[Slide] Sul sito di Este Edizioni sono disponibili le slide del mio intervento alla Conferenza di MIT Sloan Management Review Italia 2025. Per coloro che me le hanno chieste (e grazie di cuore per gli apprezzamenti finali) o che fossero interessati, ora si possono scaricare liberamente. Buona lettura di “Nuova Vitam Instituere. La Potenza Istituente della Tecnica”: dalle tecnologie general purpose alle ingegnerie istituenti … (Accoto 2025)

Dalle tecnologie general-purpose alle ingegnerie istituenti (Accoto 2025)

<Dalle tecnologie general-purpose alle ingegnerie istituenti> (Accoto 2025)
Alla prossima MIT SMR Italia Conference 2025, partirò con un’interrogazione di senso: che cosa sono filosoficamente un modello, un registro, un protocollo? Sono solo innovazioni tecnologiche o anche e soprattutto innovazioni istituzionali? Ci basta lo sguardo “instrumentante” con cui molti oggi guardano alle tecnicalità o dobbiamo spostare l’orizzonte strategico con una visione “istituente” delle nuove ingegnerie dall’intelligenza artificiale alla decentralizzazione crittografica alla computazione quantistica? Dalle macchine di Turing alle istituzioni di Turing, dunque? (Accoto 2025)

Il mio prossimo intervento dal titolo < Nuova vitam instituere. La potenza istituente della tecnica > (Accoto 2025, MIT Sloan Management Review Italia Conference, Milano). Ci vediamo il 28 maggio >>

Dall’autonomia all’economia (Accoto 2025)

Uno scatto dal mio intervento di apertura plenaria a SPS Italia 2025, i tre giorni di fiera dell’automazione industriale alle Fiere di Parma. Ho raccontato degli orizzonti ingegneristici in divenire tra macchine parlanti e macchine transanti. Dall’arrivo del sensorium artificiale e quantistico alla rivoluzione epistemica del digital twinning per giungere alle frontiere della machine economy e dei robopreneurs tra agenti autonomi (ai agents) e portafogli crittografici (crypto wallets)

L’intelligenza artificiale da innovazione a istituzione (Accoto – Pollicino 2025)

Oggi sul Sole 24 Ore con Oreste Pollicino ragioniamo sulle prospettive istituenti delle nuove ingegnerie a partire dall’intelligenza artificiale. Dall’innovazione all’istituzione, un cambio di sguardo filosofico e strategico intorno ai modelli linguistici su larga scala visti alternativamente come soluzione, come sistema e come istituzione in divenire. Buona lettura!

[… ] Dunque, più la forza della computazione scala planetariamente ed entra dentro l’economia (dalla code economy alla machine economy all’agentic economy), più il nostro sguardo strategico da “strumentale” (e industriale) deve farsi più radicalmente “istituzionale”. Dalle imprese ai mercati, non si governa e non si prospera dentro questa “supertransizione” senza un passaggio speculativo e filosofico al pensare istituente promosso dalle nuove ingegnerie […]

Dalle macchine parlanti alle macchine transanti (Accoto 2025)

[evento] In occasione della prossima prossima SPS Italia Smart Production Solutions 2025, la fiera per l’industria intelligente, digitale e sostenibile, riconosciuta come punto di riferimento per il comparto manifatturiero italiano, sarò presente con il mio keynote dal titolo: < Dalle macchine parlanti alle macchine transanti: una nuova civiltà delle macchine tra filosofia e ingegneria >

[abstract] Dalla computazione alla simulazione, l’automazione sta entrando oggi in una sua nuova fase di evoluzione ingegneristica accelerata e di espansione produttiva planetaria. Intelligenza artificiale e robotica industriale spinte da dati, sensori, programmi, algoritmi, primitive e protocolli stanno scardinando l’orizzonte macchinico dei modelli classici dell’automazione strumentale aprendo ai nuovi paradigmi di frontiera dell’autonomia agentica. Da strumenti ad agenti, siamo all’alba di una nuova civiltà (ed economia) delle macchine: simulate, gemellate, distribuite, coordinate, virtualizzate e in grado di agire in progressiva autonomia e in futuro anche di transare direttamente divenendo sorprendenti attori economici dentro nuovi mercati artificiali. Esploreremo insieme, tra filosofia e ingegneria, opportunità, vulnerabilità, immunità potenziali di questa nuova era dell’iperautomazione >> (Accoto 2025)

< La macchina scrivente come macchina istituente > (Accoto 2025)

Visto l’interesse e il dibattito che ha suscitato in rete, ripropongo l’ultimo mio articolo uscito su Harvard Business Review Italia (aprile 2025) che discute della scrittura generativo-simulativa delle macchine come nuova “istituzione” socioeconomica (e non solo “innovazione” sociotecnica). In effetti, quello che occorre esplorare strategicamente non è tanto e solo la macchina “scrivente”, quanto anche e piuttosto quella “istituente”. Non tanto e solo la sua capacità (neo)scritturale inflattiva quanto quella (neo)istituzionale transattiva. A questa imprese e organizzazioni dovrebbero cominciare a guardare se si vogliono evocare gli orizzonti di un’economia digitale e artificiale in costruzione tra ai agent e crypto wallet. Ne parlerò più distesamente nella prossima conference di MIT Sloan Management Review Italia (maggio 2025)

https://www.hbritalia.it/homepage/2025/04/14/news/gli-llm-sfida-cognitiva-cruciale-del-xxi-secolo-16243/