Nuova vitam instituere: il dominio (neo)istituente della tecnica (Accoto 2025, MIT Sloan Management Review Conference)

Sarò ospite e speaker alla prossima Conference di MIT Sloan Management Review Italia 2025. Il titolo che ho scelto per il mio intervento di apertura pomeridiana è: < Nuova vitam instituere: il dominio (neo)istituente della tecnica>. Un grazie alla rivista MIT SMR Italia e agli organizzatori della conferenza (Este Edizioni) per l’interesse verso le mie esplorazioni philtech arrischiate e per l’invito a contribuire alla giornata dedicata al “riavvio del management nell’era dell’AI”. Ci vediamo in presenza a Milano a fine maggio!

<< … Sarà necessario che il nostro pensare intorno alle nuove ingegnerie (dalle intelligenze artificiali alle reti decentralizzate) evolva oltre la dimensione “(in)strumentale” -con cui ingenuamente molti le analizzano ancora- per andare verso una loro interpretazione più “(infra)strutturale e finanche “(neo) istituzionale”. È strategico cominciare a pensare, ad esempio, ai modelli linguistici su larga scala o ai registri decentralizzati a consenso crittografico non come mere strumentalità tecnologiche (dagli algoritmi di back-propagation ai protocolli di zero-knowledge proof ai dispositivi sim-to-real/real-to-sim e altro ancora) alla base di “soluzioni” e “sistemi”, ma come emergenti forme di “istituzioni” socio-economiche. E cioè potenziali (certamente anche arrischiate) istituzionalità più-che-umane che si affiancheranno e si incroceranno (e col tempo anche in competizione direi) con altre, diverse e più antiche istituzioni come le imprese, i mercati, le burocrazie, gli stati. Esploreremo insieme l’orizzonte tecnologico per cogliere speculativamente questa sorprendente capacità “istituente” della tecnica … >> (Accoto 2025 forthcoming)

Nuova vitam instituere: il dominio (neo)istituente della tecnica (Accoto 2025)

<< Più la computazione scala planetariamente e entra dentro l’economia (dalla code economy alla machine economy all’agentic economy), più il nostro sguardo strategico da “strumentale” deve farsi “istituzionale”. Dalle imprese ai mercati, non si governa e non si prospera dentro questa ‘supertransizione’ senza un passaggio radicale, speculativo e filosofico, al pensare “istituente” delle nuove ingegnerie (dall’intelligenza artificiale alla computazione quantistica, dai cripto sistemi alle realtà estese): subatomiche e terrestri, orbitali e cosmiche persino. Dall’innovazione all’istituzione … >> (Accoto 2025, forthcoming)

AI da innovazione a istituzione (Accoto 2025)

<<< Più la computazione scala planetariamente e entra dentro l’economia (dalla code economy alla machine economy all’agentic economy), più il nostro sguardo strategico da “strumentale” deve farsi “istituzionale”. Dalle imprese ai mercati, non si governa e non si prospera dentro questa ‘supertransizione’ senza un passaggio speculativo e filosofico al pensare “istituente” delle nuove ingegnerie. Terrestri, orbitali e cosmiche persino … >> (Accoto 2025, forthcoming)

<< The more computation scales planetarily and permeates the economy (from the code economy to the machine economy to the agentic economy), the more our strategic perspective must shift from ‘”instrumental” to “institutional”. From enterprises to markets, one cannot govern and prosper within this ‘supertransition’ without a speculative and philosophical shift towards the “institutive” thinking of new engineering. Terrestrial, orbital, and even cosmic” … >> (Accoto 2025, forthcoming)

LLM: strumento, sistema o istituzione? (Accoto 2025)

Oggi su Harvard Business Review un mio intervento speculativo e filosofico sull’intelligenza artificiale linguistico-generativa letta come: (a) strumento, (b) sistema, (c) istituzione. Un’esplorazione strategica azzardata sul senso e sul destino dei modelli linguistici su larga scala oltre la dimensione strumentale verso quella istituzionale. Un grazie al direttore di HBR Enrico Sassoon per l’interesse verso le mie esplorazioni filosofiche, per l’invito a contribuire alla discussione a partire da un suo dialogo e per l’ospitalità calorosa …

Come ho scritto altrove: << … Sarà necessario che il nostro pensare intorno alle nuove ingegnerie (dalle intelligenze artificiali alle reti decentralizzate) evolva oltre la dimensione “(in)strumentale” -con cui ingenuamente molti le analizzano ancora- per andare verso una loro interpretazione più “(infra)strutturale e finanche “(neo) istituzionale”. È strategico cominciare a pensare, ad esempio, ai modelli linguistici su larga scala o ai registri decentralizzati a consenso crittografico non come mere strumentalità tecnologiche (dagli algoritmi di back-propagation ai protocolli di zero-knowledge proof ai dispositivi sim-to-real/real-to-sim e altro ancora) alla base di “soluzioni” e “sistemi”, ma come emergenti forme di “istituzioni” socio-economiche. E cioè potenziali (certamente anche arrischiate) istituzionalità più-che-umane che si affiancheranno e si incroceranno (e col tempo anche in competizione direi) con altre, diverse e più antiche istituzioni come le imprese, i mercati, le burocrazie, gli stati. Per cogliere speculativamente questa sorprendente capacità “istituente” della tecnica, dovremo allora dotarci di … >> (Accoto 2025, forthcoming)

https://www.hbritalia.it/homepage/2025/04/14/news/gli-llm-sfida-cognitiva-cruciale-del-xxi-secolo-16243/

L’era degli agenti tra filosofia, ingegneria ed economia (Accoto 2025)

La mia personale selezione di libri a tema AI Agency, AI Agents, Agentic Economy con un percorso dalla filosofia all’ingegneria all’economia (l’ultimo in uscita, gli altri già disponibili) … materiali usati in preparazione dei nuovi philtech lab con imprese, istituzioni e associazioni (mercoledì sarò a Milano in UPA con le aziende associate) … senza rimanere vittime dell’hype, esploriamo l’orizzonte agenziale tra potenzialità economiche e vulnerabilità infrastrutturali … testi consigliati e buona lettura

Intelligenza artificiale come strumento, sistema o istituzione? (Accoto 2025)

< … Che cos’è, da ultimo e filosoficamente, un modello linguistico su larga scala? Azzardo tre risposte che sono poi tre, distinti ma interconnessi, modi di interrogarne il senso e di evocarne da ultimo il destino: è un “text predictor”, è un “knowledge engine”, è un “market maker”. La prima è evocata da uno sguardo strumentale, la seconda da una visione strutturale, la terza da un approccio istituzionale. Il passaggio speculativo e strategico da “strumento” a “sistema” a “istituzione” è e sarà uno dei più complessi che possiamo immaginare per le leadership delle imprese e delle organizzazioni impegnate a fronteggiare, sempre più prospetticamente, l’orizzonte tecnologico in divenire. A partire dalle ingegnerie dell’intelligenza artificiale. Passare da una visione dell’intelligenza artificiale (iper)efficiente e poi (ri)strutturante ad una (neo)istituente è la sfida cognitiva cruciale del XXI secolo per le nuove culture d’impresa … > (Accoto 2025, forthcoming)

* uscito il primo volume (ne parlai in altro post), il secondo a breve (maggio 2025), il terzo più in là (cover ipotetica dell’autore via ai)

Il Pianeta Latente agli Stati Generali della Scuola Digitale 2025

Il mio ultimo saggio “Il Pianeta Latente” (e le sue tre provocazioni di senso: l’ultima parola, l’occhio assente, l’atto osceno) raccontato dal palco plenario degli Stati Generali della Scuola Digitale 2025. Chi può avere la parola, chi può osservare la realtà, chi può agire nel mondo: solo l’umano oppure anche la macchina e come e perchè e per chi? Grazie agli organizzatori per l’invito cordiale e ai partecipanti per gli apprezzamenti finali!

Dalle macchine di Turing alle istituzioni di Turing (Accoto 2025)

<< … Sarà necessario che il nostro pensare intorno alle nuove ingegnerie (dalle intelligenze artificiali alle reti decentralizzate) evolva oltre la dimensione “(in)strumentale” -con cui ingenuamente molti le analizzano ancora- per andare verso una loro interpretazione più “(infra)strutturale e finanche “(neo) istituzionale”. È strategico cominciare a pensare, ad esempio, ai modelli linguistici su larga scala o ai registri decentralizzati a consenso crittografico non come mere strumentalità tecnologiche (dagli algoritmi di back-propagation ai protocolli di zero-knowledge proof ai dispositivi sim-to-real/real-to-sim e altro ancora) alla base di “soluzioni” e “sistemi”, ma come emergenti forme di “istituzioni” socio-economiche. E cioè potenziali (certamente anche arrischiate) istituzionalità più-che-umane che si affiancheranno e si incroceranno (e col tempo anche in competizione direi) con altre, diverse e più antiche istituzioni come le imprese, i mercati, le burocrazie, gli stati. Per cogliere speculativamente questa sorprendente capacità “istituente” della tecnica, dovremo allora dotarci di … >> (Accoto 2025, forthcoming)

Il Pianeta Latente su StartupItalia (Accoto 2025)

<Il Pianeta Latente> su StartupItalia questa domenica con un intervento che potete leggere e che ricapitola, a conclusione del saggio, lo spirito di questa mia nuova scrittura arrischiata e pensiero perturbante. Grazie a StartupItalia per l’interesse e l’ospitalità …

” … Erroneamente e a lungo circoscritto (reificato o personificato a seconda dei casi) alla dimensione tecnologica con le sue ramificazioni economiche, legali, sociali ed etiche, l’assemblaggio che chiamiamo «intelligenza artificiale» si sta finalmente rivelando per quello che è sempre stato: una provocazione politica planetaria. Di fatto, evoca e incarna il crescere di una computazione che scala a livello terrestre (ed extraterrestre anche) diventando vettore generativo, spesso invisibile e talvolta inviso, di nuove sovranità algoritmiche, di nuove visualità operazionali, di nuove scritture sintetiche … L’intelligenza artificiale è un nuovo modo d’essere (abitato) del nostro pianeta. Prefigura (e configura) l’ennesima ultima terraformazione del nostro mondo, la sua imminente e altra condizione di immanenza, di esperienza e di intelligenza. Come per altri passaggi nella storia della civilizzazione umana, si scardineranno ordini del discorso (regimi di verità/falsità), modi di produzione (regimi di possibilità/impossibilità), etiche di conduzione (regimi di responsabilità/irresponsabilità)… ” (Il Pianeta Latente, 2024)