LLM: strumento, sistema o istituzione? (Accoto 2025)

Oggi su Harvard Business Review un mio intervento speculativo e filosofico sull’intelligenza artificiale linguistico-generativa letta come: (a) strumento, (b) sistema, (c) istituzione. Un’esplorazione strategica azzardata sul senso e sul destino dei modelli linguistici su larga scala oltre la dimensione strumentale verso quella istituzionale. Un grazie al direttore di HBR Enrico Sassoon per l’interesse verso le mie esplorazioni filosofiche, per l’invito a contribuire alla discussione a partire da un suo dialogo e per l’ospitalità calorosa …

Come ho scritto altrove: << … Sarà necessario che il nostro pensare intorno alle nuove ingegnerie (dalle intelligenze artificiali alle reti decentralizzate) evolva oltre la dimensione “(in)strumentale” -con cui ingenuamente molti le analizzano ancora- per andare verso una loro interpretazione più “(infra)strutturale e finanche “(neo) istituzionale”. È strategico cominciare a pensare, ad esempio, ai modelli linguistici su larga scala o ai registri decentralizzati a consenso crittografico non come mere strumentalità tecnologiche (dagli algoritmi di back-propagation ai protocolli di zero-knowledge proof ai dispositivi sim-to-real/real-to-sim e altro ancora) alla base di “soluzioni” e “sistemi”, ma come emergenti forme di “istituzioni” socio-economiche. E cioè potenziali (certamente anche arrischiate) istituzionalità più-che-umane che si affiancheranno e si incroceranno (e col tempo anche in competizione direi) con altre, diverse e più antiche istituzioni come le imprese, i mercati, le burocrazie, gli stati. Per cogliere speculativamente questa sorprendente capacità “istituente” della tecnica, dovremo allora dotarci di … >> (Accoto 2025, forthcoming)

https://www.hbritalia.it/homepage/2025/04/14/news/gli-llm-sfida-cognitiva-cruciale-del-xxi-secolo-16243/

L’era degli agenti tra filosofia, ingegneria ed economia (Accoto 2025)

La mia personale selezione di libri a tema AI Agency, AI Agents, Agentic Economy con un percorso dalla filosofia all’ingegneria all’economia (l’ultimo in uscita, gli altri già disponibili) … materiali usati in preparazione dei nuovi philtech lab con imprese, istituzioni e associazioni (mercoledì sarò a Milano in UPA con le aziende associate) … senza rimanere vittime dell’hype, esploriamo l’orizzonte agenziale tra potenzialità economiche e vulnerabilità infrastrutturali … testi consigliati e buona lettura

Intelligenza artificiale come strumento, sistema o istituzione? (Accoto 2025)

< … Che cos’è, da ultimo e filosoficamente, un modello linguistico su larga scala? Azzardo tre risposte che sono poi tre, distinti ma interconnessi, modi di interrogarne il senso e di evocarne da ultimo il destino: è un “text predictor”, è un “knowledge engine”, è un “market maker”. La prima è evocata da uno sguardo strumentale, la seconda da una visione strutturale, la terza da un approccio istituzionale. Il passaggio speculativo e strategico da “strumento” a “sistema” a “istituzione” è e sarà uno dei più complessi che possiamo immaginare per le leadership delle imprese e delle organizzazioni impegnate a fronteggiare, sempre più prospetticamente, l’orizzonte tecnologico in divenire. A partire dalle ingegnerie dell’intelligenza artificiale. Passare da una visione dell’intelligenza artificiale (iper)efficiente e poi (ri)strutturante ad una (neo)istituente è la sfida cognitiva cruciale del XXI secolo per le nuove culture d’impresa … > (Accoto 2025, forthcoming)

* uscito il primo volume (ne parlai in altro post), il secondo a breve (maggio 2025), il terzo più in là (cover ipotetica dell’autore via ai)

Il Pianeta Latente agli Stati Generali della Scuola Digitale 2025

Il mio ultimo saggio “Il Pianeta Latente” (e le sue tre provocazioni di senso: l’ultima parola, l’occhio assente, l’atto osceno) raccontato dal palco plenario degli Stati Generali della Scuola Digitale 2025. Chi può avere la parola, chi può osservare la realtà, chi può agire nel mondo: solo l’umano oppure anche la macchina e come e perchè e per chi? Grazie agli organizzatori per l’invito cordiale e ai partecipanti per gli apprezzamenti finali!

Dalle macchine di Turing alle istituzioni di Turing (Accoto 2025)

<< … Sarà necessario che il nostro pensare intorno alle nuove ingegnerie (dalle intelligenze artificiali alle reti decentralizzate) evolva oltre la dimensione “(in)strumentale” -con cui ingenuamente molti le analizzano ancora- per andare verso una loro interpretazione più “(infra)strutturale e finanche “(neo) istituzionale”. È strategico cominciare a pensare, ad esempio, ai modelli linguistici su larga scala o ai registri decentralizzati a consenso crittografico non come mere strumentalità tecnologiche (dagli algoritmi di back-propagation ai protocolli di zero-knowledge proof ai dispositivi sim-to-real/real-to-sim e altro ancora) alla base di “soluzioni” e “sistemi”, ma come emergenti forme di “istituzioni” socio-economiche. E cioè potenziali (certamente anche arrischiate) istituzionalità più-che-umane che si affiancheranno e si incroceranno (e col tempo anche in competizione direi) con altre, diverse e più antiche istituzioni come le imprese, i mercati, le burocrazie, gli stati. Per cogliere speculativamente questa sorprendente capacità “istituente” della tecnica, dovremo allora dotarci di … >> (Accoto 2025, forthcoming)

Il Pianeta Latente su StartupItalia (Accoto 2025)

<Il Pianeta Latente> su StartupItalia questa domenica con un intervento che potete leggere e che ricapitola, a conclusione del saggio, lo spirito di questa mia nuova scrittura arrischiata e pensiero perturbante. Grazie a StartupItalia per l’interesse e l’ospitalità …

” … Erroneamente e a lungo circoscritto (reificato o personificato a seconda dei casi) alla dimensione tecnologica con le sue ramificazioni economiche, legali, sociali ed etiche, l’assemblaggio che chiamiamo «intelligenza artificiale» si sta finalmente rivelando per quello che è sempre stato: una provocazione politica planetaria. Di fatto, evoca e incarna il crescere di una computazione che scala a livello terrestre (ed extraterrestre anche) diventando vettore generativo, spesso invisibile e talvolta inviso, di nuove sovranità algoritmiche, di nuove visualità operazionali, di nuove scritture sintetiche … L’intelligenza artificiale è un nuovo modo d’essere (abitato) del nostro pianeta. Prefigura (e configura) l’ennesima ultima terraformazione del nostro mondo, la sua imminente e altra condizione di immanenza, di esperienza e di intelligenza. Come per altri passaggi nella storia della civilizzazione umana, si scardineranno ordini del discorso (regimi di verità/falsità), modi di produzione (regimi di possibilità/impossibilità), etiche di conduzione (regimi di responsabilità/irresponsabilità)… ” (Il Pianeta Latente, 2024)

< Pirati informatici come nuovi filosofi decostruttivi > (Accoto 2025)

“ … Possiamo considerare, per esempio, questi attacchi informatici alle forme della scrittura della nostra contemporaneità (la programmazione) un’innovativa forma contemporanea di decostruzione filosofica? In che misura possiamo considerare gli attacchi informatici la versione presente di quello che la filosofia ha chiamato e chiama decostruzione? Credo sia interessante e opportuno, allora, esplorare questa idea della decostruzione filosofica delle testualità codificate (ispirata dal filosofo decostruttivista Jacques Derrida e rilanciata di recente dal filosofo della guerra informatica Justin Joque) incarnata dall’attacco cibernetico, in cyberguerra tanto quanto in cyberpace. Decostruire è avviare un confronto serrato con la pretesa struttura unitaria e chiusa dei testi (ma poi di ogni artefatto culturale, direi) con l’obiettivo di scardinarne e smontarne i presupposti nascosti, i pregiudizi impliciti, le falle e gli scarti marginali, le contraddizioni latenti disvelando la natura di quella di quella costruzione del reale che abitiamo spesso senza consapevolezza. Semplificando il discorso, se consideriamo la programmazione, il codice e i programmi software la forma particolare di scrittura del nostro presente, allora l’attacco informatico (anche nella forma estrema di guerra informatica), nelle sue varie forme, può rappresentare una sorta di contemporanea filosofia decostruttiva operata con altri mezzi. Come per i processi decostruttivi filosofici, l’attacco informatico replica una specifica logica: attacca una testualità, quella della programmazione. Dunque, se consideriamo le linee di codice che istituiscono la nostra società come testualità, allora un’intrusione dentro quella scrittura è un atto di forza decostruttiva. Non è un attacco al testo-libro come è accaduto finora, ma un attacco diretto al testo-codice (che sappiamo, peraltro, essere ontologicamente insicuro per fallibilità, degradabilità, vulnerabilità). L’atto decostruttivo produce materialmente e concettualmente aperture, fessure e crepe dentro la nuova trama testuale del nostro nuovo reale …” (Accoto 2025)

Antikythera: Philosophy of Planetary Computation (2025 forthcoming)

Il think tank filosofico Antikythera che ho menzionato e promosso in chiusura del mio ultimo saggio “Il Pianeta Latente” espanderà nel 2025 il suo programma pionieristico di ricerca sulla <filosofia della computazione planetaria> con un Journal (Antikythera: Philosophy of Planetary Computation) e una produzione di saggi in pubblicazione con MIT Press. Non a caso, in incipit del mio capitolo finale (Un azzardato orizzontare), avevo messo un verso di Emily Dickinson ” … essi saggiarono il nostro orizzonte”. Solo per chi volesse aprire la propria finestra di Overton e dare aria nuova al cervello. Avvertenza: solo per stomaci filosofici di ferro. Chi è familiare con l’opera speculativa del filosofo Benjamin Bratton (a partire da The Stack. Software and Sovereignty) non dovrebbe avere difficoltà …

“… The work culminated in ten speculative projects rigorously articulated in research papers that will be published in the May 2025 Antikythera Journal. These papers include the following titles:

+ Traversing the Uncanny Ridge
Modeling and measuring novelty in generative AI

+ Synthetic Counteradaptation
On the competitive co-evolution of humans and AI.

+ Chronoseed
Using LLM’s as time capsule preserving cultural archives for future worlds.

+ From Cognizer to Cognized
Mutual prediction in human-AI coevolution

+ From Biomimesis to Xenophylum
Towards a synthetic Cambrian Explosion

+ Organoid Array Computing
Building neural networks of brain organoids

+ Endosomatization
Cognition beyond the brain in distributed sensory media

+ The Chronoceptual Runway
How computational sensing alters the perception of time

+ Minimum Viable Interiority
Building ‘intra-agent intra-action’ for many-model NPCs

+ Generative Topolinguistics
Bi-directional interfaces for the manipulation of tokenizable space.

Dati “del” mondo, ma non “dal” mondo (Accoto 2025)

<< L’esaurimento pronosticato dei <dati reali> con cui addestrare l’intelligenza artificiale – a detta di molti – avvierà l’era della produzione dei <dati sintetici>, dati artificialmente generati che simulano quelli reali. La questione del <realismo> nei dati sintetici torna protagonista con un numero speciale dei Journal di ACM (*) uscito questo mese. Certamente, è una questione ingegneristica e strategica di business, naturalmente, ma è anche interessante dal punto di vista filosofico ed epistemico. Ne ho scritto lungamente nell’ultimo volume della mia trilogia, “Il mondo in sintesi. Cinque lezioni di filosofia della simulazione”). In che senso filosofico profondo, diciamo che i dati sintetici simulano i dati reali? Come si determina e si valuta questo nuovo <realismo sintetico> e la sua qualità? Come si misura il grado di realismo di un dato simulato artificialmente generato? E che relazione c’è tra produzione di realismo e misurazione della realtà? Il realismo è nell’esito di un processo simulativo (la caratteristica che dovrà possedere il dataset simulato) o è all’origine del processo simulativo (come proprietà del dataset originario che andrà preservata in qualche modo?) Che nuove metafisiche della quantità dovremo qui evocare (se dovremo evocare) per questi dati “del” mondo ma non “dal” mondo? >> (Accoto 2025, postilla a Il Pianeta Latente).

Per una introduzione filosofica potete leggere “Thinking About Statistics. The Philosophical Foundations” (2024) mentre per un approfondimento tecnico aggiornato è in uscita “Statistics By Simulation. A Synthetic Data Approach” (2025)

(*) Special Issue on Realistic Synthetic Data: Generation, Learning, Evaluation (ACM Transactions on Multimedia Computing, Communications, and Applications, vol. 21, n. 1)Activate to view larger image,