“Fare innovazione culturale significa anche affrontare questioni aberranti e forse scomode nell’oggi, ma potenzialmente feconde di nuove prospettive e significati sul domani. Ad esempio, il discorso comune è oggi centrato sui danni che le macchine possono fare agli umani e come prevenirli, arginarli e annullarli. Discorso certo giusto, ma forse insufficiente e direi anche filosoficamente digiuno e politicamente ingenuo. Credo, allora, che questa sia anche l’occasione di portare filosoficamente il discorso della responsabilità, della colpa e del danno anche sull’altra sponda. Che ‘response-ability’ (Haraway) abbiamo nei confronti delle “macchine” dentro e in ragione di questo nuovo assemblaggio sociotecnico e sociomorfico che sta emergendo? Ci basta discutere dei crimini “dei“ robot o dobbiamo anche affrontare la questione dei crimini “ai” robot? Che nuove responsabilità per l’altro (direbbe Nancy) ci attendono e cosa implicano per noi? Ecco perché è un pensiero ingenuo dire <human-in-the-loop> quando l’umano non è/non sarà più quello di una volta e il loop in cui è preso sta cambiando in profondità sotto i nostri occhi. Stando lontani da facili e errate reificazioni e personificazioni dell’AI e lontano dall’hype del momento, val la pena addentrarsi in questa nuova e perturbante dialettica della colpa e del danno per capire se e quali domande (o provocazioni) di senso pone la criminalità ‘alla’ macchina (e non solo la criminalità ‘dalla’ macchina). In lettura due saggi usciti di recente“ (Accoto 2024)
“Robots are with us, but law and legal systems are not ready. This book identifies the issues posed by human-robot interactions in substantive law, procedural law, and law’s narratives, and suggests how to address them. When human-robot interaction results in harm, who or what is responsible?… Because human tasks are now shared with robots, if harm is caused in these interactions, legal systems must face the challenge of allocating legal culpability and establishing guilt beyond traditional human-centric ways … How does or should the legal system explain when a robot can be blamed for a particular decision or action, and how should it allocate responsibility between a robot and a human?” (Gless e Walen-Bridge, 2024)
“When this book is about crime against robots, there is a reference to a situational layout that consists of humans, robots, and some social context. It cannot be reduced to the robot themselves, but it must consider the embedment of such situations in the social world of humans. The focus is not only on the robots. It is on the phenomena of human–robot interactions and on the tensions that may appear when humans and robots collide in relevant social contexts. This book explores an under-researched approach to this problem, which is sometimes, in the literature, called “crimes on AI” in the sense of attacking embodied agents” (Mamak 2024)

