Esce sulla storica rivista ‘Scuola Democratica’ (1/2026) un mio intervento dal titolo “L’evenienza educante” (The Teaching Tomorrow). Nello speciale curato da Danilo Taglietti e da Leonardo Priromalli (con l’occasione li ringrazio per l’invito), “Navigating Techno-Futures in Education: Artificial Intelligence and Temporality”, un mio paper che esplora il disegno e il destino delle temporalità future nell’educazione al tempo dell’AI.
<< Questo contributo esamina l’orizzonte delle temporalità socio-tecnologiche istanziate dai domini ingegneristici emergenti – principalmente la digitalità e l’artificialità – al fine di comprendere meglio le loro trasformazioni in corso e le implicazioni per la progettazione e il destino dell’educazione.
Dopo una concisa introduzione alla natura e all’evoluzione delle possibilità crono-logiche, crono-scopiche e crono-poietiche generate dalle nuove tecnologie, l’articolo identifica e articola un cambiamento paradigmatico dalla società dell’accelerazione alla società dell’anticipazione, evidenziandone caratteristiche distintive e premesse epistemiche.
L’analisi si concentra poi su tre dimensioni di questo orientamento prolettico della società che sta plasmando le civiltà e le democrazie contemporanee: la scrittura eseguibile, l’algoritmo predittivo, la simulazione inflattiva. Queste dimensioni vengono esplorate come vettori ontogenetici che riorganizzano le esperienze temporali redistribuendo agentività più-che-umane e ridefinendo i processi decisionali nei diversi sistemi sociali, comprese le istituzioni e le comunità educative.
Dopo aver delineato questo orizzonte sociotecnico, il contributo mette infine in dialogo queste traiettorie evolutive tecno-sociali con le riflessioni emergenti dagli articoli inclusi in questo numero.
L’articolo sostiene infine che l’educazione sia sempre più chiamata non semplicemente ad adattarsi al cambiamento accelerato, ma a confrontarsi criticamente (e produttivamente) con i regimi anticipatori che prefigurano questo “futuro” recentemente reso operativo come vettore pedagogico centrale del nostro tempo >>
… Dunque, postera (non historia) magistra vitae?

