10 anni fa come oggi iniziava la mia avventura arrischiata al campus del MIT (luglio 2016-luglio 2026). Questa foto fu la prima che pubblicai all’epoca.
Tracciando un taglio netto rispetto alla mia vita manageriale e consulenziale precedente, ero partito senza schemi o percorsi da seguire o ancore o porti a cui affidarmi guidato solo dall’idea indisciplinata che la filosofia fosse e sarebbe stata ancora una volta la via giusta per dare senso al nostro presente tecnologico e all’eveniente incognito. Che avrei dovuto conoscere e praticare da vicino. E quale luogo migliore dei laboratori del MIT per farlo?
Esperienza vitale per me sicuramente e spero feconda per chi ha poi mi ha letto e seguito in questo azzardo. Poi certo sono arrivati i libri, i convegni, i progetti. Un rischio all’epoca mosso unicamente da passione filosofica che era stata la mia scelta esistenziale a 18 anni per l’Università e contro il parere di molti.
Questa scelta ed esperienza al campus è stata ed è tra le più vitali e sensate che potessi fare. Con senno di poi, certamente. Ma soprattutto con la passione di prima e di sempre. E ne sono enormemente felice.
La ripubblico con l’occasione cercando di tenermi lontano per quanto possibile dalla retorica celebrativa (chi mi conosce sa che non sono propenso o avvezzo) e in vista di un nuovo e complesso decennio. Che immagino altrettanto e forse ancora più arrischiato e quindi ancor più meritevole e bisognoso di filosofia.
Un grazie sentito a quanti e quante hanno spronato questa avventura e al prof. Alex Pentland per l’incoraggiamento lungimirante e ininterrotto …
Ho sentito di farlo e, però, come canta il famoso crooner: “I did it my way”

