Il mondo è la superficie e l’abisso dell’attacco (Accoto 2026)

Di refrigerazioni e altre vulnerabilità: il mondo è la superficie e l’abisso dell’attacco (Accoto 2026)

<< Il targeting è immaginato come il culmine delle operazioni (militari, attivistiche, opportunistiche) e il momento terminale delle logistiche belliche, cybercriminali e politiche. In realtà, il targeting (l’individuazione del “nemico”) è un’operazione filosofica e concettuale di categorizzazione a monte come insegna la filosofia della guerra militare, criminale, politica o commerciale.

Lo è sempre stata, ma con gli sviluppi più recenti delle ingegnerie computazionali tra sensori e dati, satelliti e cavi, codice software e crittografia, sempre più si configura come una pratica epistemica (cognitiva e pre-cognitiva) prima e oltre e più che balistica (operativa e intra-operativa). Con guerre ibride, asimmetriche, terroristiche, distribuite, virtualizzate deve essere anzitutto un apparato e un dispositivo epistemico prima che cinetico.

È cresciuta storicamente la rilevanza di questa dimensione cognitiva perché, ad esempio, se un tempo in guerra il target era facile da individuare (campi di battaglia, battaglioni e trincee) e difficile da colpire, i conflitti contemporanei hanno rovesciato questo assioma (come scrive Erik Reichborn-Kjennerud in The World According to Military Targeting). E il campo di battaglia è dove è il target in quel momento e non più il contrario come accadeva in passato.

Grazie alle tecnologie continuative e pervasive, di attacco di precisione oggi il target è facile da colpire (l’operazione cinetica è facilitata), ma difficile da individuare (l’operazione epistemica si complica). Per questo gli sforzi contemporanei vanno nella direzione di una cognizione e intelligenza (e costruzione) sempre più sofisticata del nemico.

Se, come dicono i filosofi della guerra, gli stati fanno le guerre tanto quanto le guerre fanno gli stati, dovremo chiederci che forme di stato e di istituzioni nuove si produrranno a seguito di queste guerre (intrusioni, attacchi, sabotaggi, distruzioni …) condotte con nuovi mezzi e nuove filosofie della distruzione.

Dunque, il mondo è oggi la superficie e l’abisso dell’attacco. Non semplicemente la rete dei computer. Il mondo nella sua totalità terraformata digitalmente. Non sappiamo ancora cosa sia accaduto in realtà. Ma sappiamo, per certo, che gli hacker sono i filosofi decostruttivi del nostro secolo come ha scritto Justin Joque (Deconstruction Machines).

Ne ho discusso anche in una puntata recente di Codice su Rai 1 con Barbara Carfagna … >> (Accoto 2026)

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Cosimo Accoto

Research Affiliate at MIT | Author "Il Mondo Ex Machina" (Egea) | Philosopher-in-Residence | Business Innovation Advisor | www.cosimoaccoto.com