Temporalità e fallibilità del codice (Accoto 2020)

“… si pianifica e si attua l’iniezione deliberata e arrischiata di caos entropico nei sistemi mentre sono in effettiva produzione (non in ambienti di prova o sviluppo). Così fanno ad es. i chaos engineers di Netflix e di altre piattaforme digitali che intenzionalmente cercano, quindi, di far fallire l’erogazione dei loro servizi. Solo questa sperimentazione stressante in vivo è, infatti, in grado di individuare punti di debolezza, insospettabili criticità operative, interruzioni o fallimenti di architetture e applicazioni. Filosoficamente e in pratica, questo passaggio di paradigma per le imprese tradizionali è spaesante. Rispetto alla gestione classica di rischi e vulnerabilità, significa che il fallimento non lo si può estromettere del tutto dal tempo né lo si può semplicemente allontanare nel tempo massimizzando la durata tra un fallimento e l’altro (il mean time between failure, mtbf nel linguaggio tecnico). Neppure si può solo cercare di recuperare il fallimento nel tempo più breve possibile minimizzando, cioè, il momento della sua riparazione (il mean time to repair, mttr per i tecnici). Per paradosso, allora, l’unica via percorribile per non farlo accadere è farlo accadere: negarlo all’esistenza evocandolo all’esistenza” (Accoto 2020)

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Cosimo Accoto

Connection Science Fellow at MIT | Author "Il Mondo Dato" (Egea) | Philosopher in Residence | Business Innovation Advisor | www.cosimoaccoto.com