Il mondo ex machina – Conclusioni (Accoto)

“(…) Che mappa, alla fine, siamo riusciti a disegnare di queste terre incognite e quali sono le rotte da cui potremo – o altri potranno – riprendere in futuro il cammino? Guardando ora a ritroso i nostri appunti e schizzi di viaggio, ne vengono in evidenza cinque che può essere utile raccontare in breve, a chiusura.

1. L’automazione che fa esperienza

È sempre più necessario comprendere come la macchina incontra il mondo. In passato le operazioni computazionali sono state meccanicità solipsistiche, ritenute sostanzialmente ripetitive e determinate. Credo possa essere fecondo cominciare ad approfondire come invece il macchinico abbia iniziato a fare esperienza del mondo. Dall’imparare attraverso l’esperienza col deep learning alla computazione contingente che è e che fa esperienza, la questione dell’essere macchina al mondo risulta cruciale. In questo senso è urgente mappare e ricostruire le modalità nuove con cui il codice incorporato da cieco che era comincia a «vedere» e ad abitare il mondo in maniera algoritmicamente guidata.

2. Automazione come algomazione

La forma contemporanea dell’automazione è di fatto l’algomazione. Questa algomazione viene infiltrando tutte e tre le dimensioni dell’automazione: quella infrastrutturale, quella computazionale, quella istituzionale. E non più neanche solo tecnologica, ma più ampliamente tecno-geologica. L’algoritmo muove le macchine, alimenta le intelligenze, orchestra le organizzazioni. L’algomazione è oggi la macchina-mondo. Da un punto di vista delle nuove ecologie economiche, questa algomazione lavora in automatico secondo due direttrici: la catallassi (scambio) e la prolessi (anticipo). Una dimensione catallattica attiva e mobilita gli scambi tra gli operatori, una prolettica anticipa in autonomia risorse e bisogni.

3. Dall’automazione all’autonomia

Non ci sarà dispositivo che non richiederà e pretenderà l’autonomia. Un mondo automato è una realtà che fa della negoziazione delle autonomie macchiniche il suo nuovo vettore di sviluppo. Nel passaggio dalla semplice meccanizzazione, all’automazione (con l’aggiunta del controllo automatico), all’autonomia (con l’integrazione della discrezione decisionale) crescerà la complessità del sistema. Autonomia fidata (trusted autonomy) che diviene irreversibile e pervasiva: dalla sicurezza informatica al giornalismo dronico, dai contratti intelligenti alle armi autonome. L’autonomizzazione tecnica richiederà di ripensare diverse categorie socio-culturali: soggetto, azione, intenzione, responsabilità, cognizione, lavoro.

4. Tra automazione ed eteromazione

Una nuova dialettica sta emergendo nell’estrazione del valore. Sono quindi da studiare a fondo e nuovamente le emergenti forme di relazione tra computazione e capitalismo. Il senso e il modo del lavoro sono in profonda metamorfosi tra automazione robotica, intelligenza artificiale, protocolli decentralizzati e piattaforme di eteromazione. Questa transizione e trasformazione riguarda sia le pratiche professionali sia anche le dinamiche organizzative. Tra piena occupazione e piena automazione, l’idea di una società del post lavoro come ipotesi radicale è l’occasione per ripensare filosoficamente l’attuale esperienza storica del lavoro superandone storture o inadeguatezze, se non anche ereticamente la centralità.

Strategie di dis-automatizzazione

Immaginare nuove logiche e pratiche di dis-automatizzazione. In un mondo automato è necessario prevedere anche forme e dinamiche innovative di resistenza e disobbedienza, ove si rendessero necessarie. In particolare, in relazione alla produzione automatica di protenzioni inique, cioè alla creazione di ecosistemi di servizi, applicazioni, piattaforme che costantemente orientano (manipolano) scelte e decisioni di cittadini e consumatori secondo logiche discriminatorie, abusive, vessatorie o liberticide. Le soluzioni possibili in prospettiva possono riguardare: regolamentazione politica, contro-sorveglianza dal basso, hacking civico, uso di reti parallele anonimizzanti, offuscamento dei dati.”

(da Accoto, “Il mondo ex machina”, Egea, 2019)

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Cosimo Accoto

Connection Science Fellow at MIT | Author "Il Mondo Dato" (Egea) | Philosopher in Residence | Business Innovation Advisor | www.cosimoaccoto.com