Di attacchi informatici e filosofia decostruttiva (Accoto)

“Chiediamoci: esiste una qualche esperienza della computazione che possa dirsi e farsi sicura? E se, dunque, non esiste nessuna computazione che possa farsi e dirsi al sicuro, che cosa rappresenta filosoficamente questa insicurezza? Possiamo considerare ad es. questi attacchi alle forme della scrittura della nostra contemporaneità (la programmazione) un’innovativa forma contemporanea di decostruzione filosofica?… Semplificando il discorso, se consideriamo la programmazione, il codice e i programmi software la forma particolare di scrittura del nostro presente allora la guerra informatica, nelle sue varie e cangianti forme, può rappresentare una sorta di contemporanea filosofia decostruttiva operata con altri mezzi?… Come per i processi decostruttivi filosofici -scrive Justin Joque in Deconstruction Machines- la guerra informatica replica una specifica logica: attacca una testualità, quella della programmazione. Se consideriamo le linee di codice che reggono la nostra società come razionalità testualizzata, un’intrusione dentro quella scrittura non è forse un atto di scardinamento filosofico-decostruttivo del reale?” (Accoto, Il mondo ex machina)

“Let us ask: is there any experience of computation that can be said and done safely? And if there is no computation that can make and say safe itself, what does this insecurity represent philosophically? Can we consider, for example, these attacks to the forms of our contemporary writing (coding) as an innovative, contemporary form of philosophical deconstruction? … Simplifying the argument, if we consider programming, code and software programs as the particular form of writing of our present, then cyber attacks, in their various and changing forms, can represent a sort of contemporary deconstructive philosophy operated by other means? … As with philosophical deconstructive processes -Justin Joque writes in Deconstruction Machines- cyberwar replicates a specific logic: it attacks a textuality, that of programming. If we consider the lines of code that govern our society as textualized rationality, isn’t an intrusion inside software writing an act of philosophical-deconstructional unhinging of the real?” (Accoto, Il mondo ex machina)

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Cosimo Accoto

Connection Science Fellow at MIT | Author "Il Mondo Dato" (Egea) | Philosopher-in-Residence | Business Innovation Advisor | www.cosimoaccoto.com