L’AI non è prodotto nè servizio, ma fabbrica (Accoto 2023)

“L’AI non è un prodotto e neppure un servizio. Piuttosto, è un assemblaggio sociotecnico cognitivo-produttivo che istanzia e orchestra nuove forme (e dinamiche) di organizzazione della produzione e, dentro queste, nuove forme (e dinamiche) della futura divisione del lavoro. Come ho scritto (su HBR) la cd. intelligenza artificiale non è mai ‘in sé’ e ‘per sé’ (puro artefatto strumentale), ma sempre ‘con altri’ (è sistema sociotecnico) e ‘per altri’ (è costruzione sociomorfica). Così, mi sembra di poter dire che le controversie correnti sul governo dell’AI sono filosoficamente ingenue e politicamente miopi. A fronte delle arrischiate uncanny valley che stiamo attraversando (e, in una qualche misura, anche già abitando), si sollevano richieste accorate -quando non proprio allarmate- di mettere a governo (giuridico, etico, economico, sociale, politico…), di volta in volta, il dato, l’algoritmo, il modello, il codice. A questo processo di ‘reificazione’ (vale a dire, l’isolare e il ridurre l’AI a cose e, in particolare, a mere tecnicalità), fa da contraltare, la ‘personificazione’ (cioè, l’antropomorfizzare macchine e interfacce assegnando loro, di volta in volta, intelligenza, coscienza, senzienza e così via). Sono entrambi approcci ingenui e miopi, per l’appunto, che non colgono l’articolazione assemblativa che, ideologicamente, chiamiamo intelligenza artificiale. Non solo conoscenza (ragione), ma lavoro (opera). Che non è solo pensiero (razionalità), ma anche azione (agentività). Che non riguarda solo l’umano con i suoi antropomorfismi e sociomorfismi, ma anche il nostro orizzonte sempre più more-than-human. Un orizzonte intricato, di assemblaggi, perturbazioni, aggrovigliamenti, speciazioni, automazioni, reticolati, derivati, stratificazioni, distribuzioni che turbano, oggi, il sonno di molti. Anche il discorso regolatorio e giuridico comincia a prendere consapevolezza che occorrerà dotarsi di sguardi perturbati e inconsueti per riuscire a cogliere un divenire poco familiare (ad es. “Three Liability Regimes for Artificial Intelligence”). Di quanta innovazione culturale saremo capaci? Quanto riusciremo ad essere aberranti nel nostro pensare il nuovo?” (Accoto 2023)

“…we propose three liability regimes for addressing the considerable responsibility gaps caused by AI-systems: vicarious liability for autonomous software agents (actants), enterprise liability for inseparable human-AI interactions (hybrids) and collective fund liability for interconnected AI systems (crowds) …We focus on three fundamental risks that AI systems pose: autonomous decision-making, association with humans, and systemic interconnectivity … We integrate insights from social theory, moral philosophy, and the philosophy of technology. These insights are particularly helpful for dealing with complex issues such as personification of algorithms, emergent properties of human-algorithm associations and distributed cognition of interconnected network…” (Beckers & Teubner)

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Cosimo Accoto

Research Affiliate at MIT | Author "Il Mondo Ex Machina" (Egea) | Philosopher-in-Residence | Business Innovation Advisor | www.cosimoaccoto.com