Sui modelli del mondo della macchina (Accoto 2026)

[…] Dunque, chiediamoci, che cos’è un modello del mondo della macchina? La risposta tecnologica semplificata diche che si tratta di una rappresentazione simulativa, predittiva, adattiva di futuri stati del mondo. Le macchine si costruiscono un modello del mondo che consente loro di situarsi in un ambiente e agire contestualmente. Dunque, percezione, cognizione, predizione, decisione ripetute in loop per costruire una simulazione spaziale, causale, agentiva.

Ma esattamente cos’è e qual è il mondo del modello della macchina? L’idea comune e ingenua oggi è che il mondo del modello sia una rappresentazione sufficientemente fedele del mondo in cui l’umano abita e prospera da protagonista cognitivo primario. Ma, domandiamoci, è proprio così? Perché forse dobbiamo cominciare a immaginare che il mondo che viene simulato e rappresentato nel modello dalla macchina sia in realtà quello emergente e sorprendente che le tecnologie di sensing aumentato, di cognizione sintetica e di agentività scalare sono in grado di esplorare e evocare.

Quindi non il mondo dell’umano, ma quello che la macchina (assemblaggio cognitivo più-che-umano) è capace di rappresentare e istanziare. Con temporalità, spazialità, causalità nuove. Questa novità ha delle implicazioni che oggi in pochi sono in grado di afferrare quando si parla, ad esempio, di simulazione e allineamento. In genere si intende dire che la macchina deve allinearsi al mondo dell’umano. In realtà, la macchina tende e tenderà a produrre un suo mondo temporalmente, spazialmente e causalmente diverso.

Ci si dimentica, per fare un esempio, che la percezione del tempo presente dell’umano (TWI o finestra temporale di integrazione per la simultaneità) è differente dalla costruzione del tempo presente della macchina. E così il “suo” mondo (e il “suo” real-time) potrebbe differire dal nostro. Il qui e ora della macchina è differente dal qui e ora dell’umano: le sue scale temporali al nanosecondo sono diverse dalle nostre. E la questione non riguarda solo il tempo presente, ma anche quello passato. Si dice che l’intelligenza artificiale si nutre solo del passato. È una frase filosoficamente ingenua.

Perché il passato che la macchina analizza non è corrispondente all’idea di passato dell’umano. Intanto perché è il passato che ricava e traspone vettorialmente dai testi che gli umani producono. Non è il passato per come esperienzialmente gli umani lo intendono. E poi perché è il passato che la macchina ricava anche da sensori e dati (non solo testi) che sono inaccessibili agli umani. Lo stesso dicasi del futuro e delle simulazioni inflattive di cui solo la macchina è capace. Dunque, dire semplicemente che l’intelligenza artificiale si nutre del passato è visione miope.

E, allora, qui la domanda strategica da farsi: qual è veramente il modello (del mondo) della macchina? Ma anche, più radicalmente, qual è il mondo (del modello) della macchina? (Accoto 2026)

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Cosimo Accoto

Research Affiliate at MIT | Author "Il Mondo Ex Machina" (Egea) | Philosopher-in-Residence | Business Innovation Advisor | www.cosimoaccoto.com