Del dis/ordine del ricorso (Accoto 2020)

“C’è un qualche modo d’esistenza e d’esperienza della computazione che possa dirsi e farsi fidato? Oppure, paradossalmente, la sua è un’ontologia nativamente e irrimediabilmente inaffidabile e arrischiata? O meglio, la cui sicurezza si può costruire solo con e proprio attraverso l’insicurezza dentro un infinito scambio di incontri/scontri tra salvazione e perdizione del codice? E, dunque, in che misura i nuovi tecnoversi intesi come assemblaggi sociotecnici di programmi, dati, algoritmi e protocolli sono in grado di produrre e garantire un grado costante e sufficiente di fiducia? Una sicurezza che sia al riparo dall’incertezza di cui pur si devono nutrire per loro necessità ontogenetica? In particolare, tecnicamente, riporre fiducia nell’automazione computazionale (dei sistemi) implica due aspetti: fidarsi della sua capacità (è operativamente capace di espletare in automatico il compito) e fidarsi della sua affidabilità (è performativamente affidabile nell’esecuzione automatizzata). Chiediamoci: in quanti modi può darsi il collasso della macchina e del trust? quando e perché si manifesta la sua impotenza e la sua inconsistenza operandi fiduciaria? in quale dis/ordine del ricorso si colloca?” (Accoto 2020)

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Cosimo Accoto

Connection Science Fellow at MIT | Author "Il Mondo Dato" (Egea) | Philosopher in Residence | Business Innovation Advisor | www.cosimoaccoto.com