I modelli (del mondo) della macchina (Accoto 2026)

AI World Model: di che mondo e di che corpo parliamo? (Accoto 2026)

Da qualche tempo vengo ragionando sulla filosofia dei modelli del mondo della macchina (AI World Models). Un’esplorazione avviata nel mio saggio sul “mondo in sintesi” e poi continuata nel volume dedicato al “pianeta latente”.

Questo passaggio in divenire dal ‘predire la prossima parola di un testo’ al predire il ‘prossimo stato del mondo’ non è solo una disputa ingegneristica (predizione dell’osservazione vs prevenzione del collasso) rilanciata dalla notizia del lancio della nuova startup di Yann LeCun e dall’ultimo post di Fei-Fei Li sulla tassonomia dei world models. Piuttosto e più filosoficamente mi offre l’occasione per pensare, con una qualche radicalità, gli orizzonti più speculativi evocati dalla questione della cosiddetta cognizione sintetica e degli assemblaggi cognitivi more-than-human. Dunque, che cos’è filosoficamente, un modello del mondo della macchina? La risposta ingegneristica semplificata è: una rappresentazione simulativa, predittiva, adattiva dei futuri stati del mondo. E, dunque, percezione, cognizione, predizione, decisione in loop. Insieme rappresentazione spaziale, causale, agentiva.

Ma esattamente cos’è e qual è un mondo del modello della macchina? Ho l’impressione che il sottinteso oggi è che il mondo del modello sia la rappresentazione sufficientemente fedele del mondo in cui l’umano abita e prospera da agente cognitivo primario. Ma è proprio così? O dobbiamo piuttosto cominciare a immaginare che il mondo che viene simulato e rappresentato nel modello dalla macchina sia in realtà quello emergente e sorprendente che le tecnologie iper-percettive, multi-agenziali, altero-somiche, micro-temporali, neo-causali sono in grado di esplorare e evocare? Quindi non quello dell’umano, ma quello che la macchina (assemblaggio cognitivo più-che-umano) è capace di rappresentare e istanziare. Saturazione, perturbazione, protenzione sono tutte condizioni di un mondo nuovo che introdurrà temporalità e spazialità altre producendo di conseguenza forse anche idee di causalità altre rispetto a quelle umane conosciute a cui, secondo la vulgata, il modello dovrebbe allinearsi. Ci si dimentica, ad esempio, che la percezione del tempo presente dell’umano (TWI o finestra temporale di integrazione per la simultaneità) è differente dalla operazionalizzazione del tempo presente della macchina. E così il suo ‘mondo’ potrebbe differire dal nostro.

Chiediamoci forse allora non solo qual è il modello (del mondo) della macchina, ma anche più radicalmente qual è il mondo (del modello) della macchina? E, insieme a questo, cosa è ‘corpo’ in e per questa cd. intelligenza incorporata? (Accoto 2026)

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Cosimo Accoto

Research Affiliate at MIT | Author "Il Mondo Ex Machina" (Egea) | Philosopher-in-Residence | Business Innovation Advisor | www.cosimoaccoto.com