Il mondo dato (Accoto, cover restyling)

Mi dicono che è stato realizzato un restyling della copertina de “Il mondo dato”, il primo volume della mia trilogia che si chiude con “Il mondo in sintesi” (e con in mezzo “Il mondo ex machina”). Filosofia della programmazione, filosofia dell’automazione, filosofia della simulazione: la saga delle tre terraformazioni. Per prepararsi al meglio al futuro, se non l’avete letto, è l’occasione e ora anche con una cover rivisitata

“L’era dell’iperautomazione” (Accoto 2023)

[articolo] Oggi un mio intervento su HBR Italia. Un grazie al direttore Enrico Sassoon per l’interesse e l’ospitalità. Buona lettura. Qui l’incipit >

“Benvenuti nell’era dell’iperautomazione. L’automazione è oggi al centro di un’evoluzione profonda e pervasiva delle interazioni sociali e delle dinamiche economiche planetarie. Mira a conquistare e consolidare questa dominanza incarnandosi in forme sempre più fondative e sorprendenti dentro la storia della civilizzazione umana e dei suoi modi di produzione. Questa fase contemporanea di competizione strategica e di business experimentation abilitata dall’automazione ha caratteristiche nuove e distintive al punto che è stata anche riqualificata come “iperautomazione” (Wilson e Tyson, 2023). Per questo si vengono anche moltiplicando e diffondendo – sia pur con declinazioni varie, ma prossime di senso – espressioni come machine economy, agent economy, autonomous economy, artificial economy, solo per citare quelle più note. Dentro a questo passaggio dell’economia all’iperautomazione, oltre alla …” (Accoto 2023)

(continua qui sotto al link >> sito di HBR)

https://www.hbritalia.it/blog/2023/05/16/news/ia-generativa-linguaggi-immagini-attivita-15548/ 

“The Latent Planet. Three Studies on Generative AI: Texts, Textures, Tasks” (Accoto 2023)

Dopo la versione italiana e quella latinoamericana, è in preparazione anche la traduzione inglese con il titolo “The Latent Planet. Three Studies on Generative AI: Texts, Textures, Tasks” (Accoto 2023, draft). Grazie sempre per l’interesse, la lettura e l’apprezzamento di queste ore!

ps. La versione italiana aggiornata e in progress di “La Potenza della Latenza” la trovate qui >

“La Potenza della Latenza. Tre Studi sull’AI Generativa” (Accoto 2023, v.4).

Considerato il grande interesse che ha suscitato in rete e la rilevanza odierna del tema, ripropongo in una nuova versione (draft v.4, maggio 2023) leggermente integrata e ampliata con altri materiali, la mia raccolta di scritti sulla GenAI (usciti in una prima stesura su EconomyUp). Un grazie a tutti e tutte coloro che hanno apprezzato (ne sono felice) e commentato la prima stesura. Un lavoro in progress che spero sia utile a rendere il dibattito su questi temi più denso, consapevole e aperto possibile. Per chi non l’avesse letto o volesse rileggerlo, buona lettura …

“Il prompt engineering è una forma immanente di chaos engineering” (Accoto 2023)

<< In ultima istanza, il prompt engineering è una forma immanente di chaos engineering (e una ‘catastrofe crossentropica’ -antropomorficamente nota come ‘allucinazione’- un sorprendente e illuminante POF) >> (Accoto 2023)

<< Ultimately, prompt engineering is an immanent form of chaos engineering (and a ‘crossentropic catastrophe’ -anthropomorphically known as ‘hallucination’- a surprising and meaningful POF) >> (Accoto 2023)

Dall’archivio all’oracolo (Accoto 2023)

A quattro anni di distanza da “Prediction Machines” (HBR, 2018), i tre autori tornano con un nuovo saggio “Power and Prediction” (HBR, 2022) centrato sulla questione sempre più strategica della relazione tra economia della predizione, nuove competenze di decision-making e strategie di competizione nel business. Con un’attenta investigazione economica di cosa accade quando le capacità predittive scardinano e riconfigurano processi decisionali e poteri decisionali dalla medicina alla manifattura, dall’intrattenimento alla mobilità, dal banking all’insurance e del rischio più in generale (“The Age of Prediction”, 2023 forthcoming; “Gradient Expectations”, 2023 forthcoming). Se nella prima fase di sviluppo dell’AI abbiamo visto l’applicazione in settori e soluzioni verticali (senza necessità di ridisegnare architetture e flussi industriali), con la seconda fase di penetrazione dell’AI nel tessuto economico e sociale, dicono gli autori, si può immaginare una riconfigurazione molto più radicale di modelli, strutture, pratiche. Raccontano, con un parallelismo dalla storia economica, cosa è accaduto per le due wave dell’introduzione dell’elettricità nel sistema di fabbrica: la prima ondata si è focalizzata sulla riduzione del costo nelle fonti energetiche, la seconda ha completamente ridisegnato architetture fisiche, catene produttive, forme organizzative. Così immaginano sarà per la rivoluzione dell’AI predittiva. Nella prima rivoluzione macchina e energia sono state sdoppiate, nella seconda previsione e decisione. Ma non è solo un disaccoppiamento tra prediction e judgment, dicono. È, più profondamente, anche uno spostamento ecosistemico di potere e di agenti, di modi e luoghi di esercizio del decidere via via che svilupperemo non solo “soluzioni”, ma “sistemi” di AI. Questo passaggio -come lo definisco- dalla società dell’archivio alla società dell’oracolo sarà un passaggio epocale ricco di opportunità e incognite. Perchè un mondo a feedforward (non solo a feedback), perchè l’era dell’oracolo? Perché come umani non abbiamo solo la necessità di gestire il sovraccarico informativo del presente, ma anche di gestire l’incertezza informativa sul futuro. Non vogliamo ammalarci (medicina predittiva), non vogliamo trovare traffico in strada (mobilità allertativa), non vogliamo che si rompa il macchinario in fabbrica (manutenzione preventiva), non vogliamo perder tempo a scegliere il prossimo film da vedere dal catalogo (medialità raccomandativa), non vogliamo essere sorpresi da attacchi informatici (cybersicurezza adescativa) e così via. Vivremo in un tempo costantemente anticipato anche inavvertitamente: dal real-time al near-time. Le architetture planetarie sensitive, connettive, cognitive, simulative e attuative (tra codice, sensori, dati, algoritmi, protocolli e simulazioni) creeranno una nuova economia e un business a feedforward. Comprenderla al meglio è un compito culturale e strategico cruciale oggi per imprese e mercati (Accoto 2023) 

“La Potenza della Latenza: tre studi sull’intelligenza artificiale generativa” (Accoto 2023)


“Stiamo entrando in una nuova era mediale inflazionaria, quella dell’intelligenza artificiale generativa. A partire dall’esplosione della parola sintetica. La capacità di simulare la lingua non rappresenta, infatti, solo un avanzamento tecnico nel processamento macchinico del linguaggio naturale. È piuttosto un passaggio di civiltà che scardinerà le economie, le imprese e i mercati. Così come le politiche e le etiche del dire e del potere. E non solo l’ordine del discorso. Dalla produzione artistica alla diagnostica medica, dal marketing digitale al design industriale, l’era inflattiva dell’AI generativa farà leva anche sulle opportunità (e i rischi) dell’immagine sintetica. Con ridisegno dei significati culturali profondi e degli impatti strategici trasformativi derivanti dall’impiego massivo delle reti neurali artificiali e della potenza della latenza. Infine, dopo le parole macchiniche e le immagini sintetiche, esploriamo la questione emergente dell’adozione pervasiva di agenti autonomi. All’orizzonte si profila, dunque, un esercito computazionale fatto di intelligenze artificiali operative che, nei molti progetti in divenire, assolveranno ai compiti più svariati automatizzando ecosistemi di business, processi industriali e servizi erogati. Al di là dell’hype, ne valutiamo culturalmente e strategicamente potenzialità e vulnerabilità. È in costruzione un nuovo mondo in sintesi fatto di scritturazioni, raffigurazioni, agentificazioni sovrumane (o more-than-human)” (Accoto 2023, draft: raccolta dei tre contributi usciti su EconomyUp)

L’era inflattiva dell’AI generativa agente (Accoto 2023)

Su EconomyUp un mio nuovo contributo sull’AI generativa ‘agente’. Questa terza puntata si focalizza sui cd. ‘agenti autonomi’ (AutoGPT e dintorni), dopo aver guardato all’ingegneria e alla filosofia delle parole macchiniche e delle immagini sintetiche nei due precedenti contribuiti. E sempre un grazie al direttore Giovanni Iozzia per l’ospitalità calorosa. Buona lettura!

“L’era inflattiva dell’AI generativa sempre più evoca all’orizzonte non solo una nuova ecologia mediale sintetica (testi, immagini, suoni, video), ma più profondamente anche una nuova economia sintetica popolata e animata da ‘agenti autonomi’. Siamo solo agli inizi naturalmente e l’hype è montante, ma la progressiva introduzione da parte di imprese e istituzioni di agenti autonomi artificiali si candida a scardinare e riconfigurare antichi modi di produzione e vecchie divisioni del lavoro…” continua a leggere qui al link >>

ChatGTP e gli altri: arriva l’armata degli agenti autonomi nelle aziende. Ecco cosa cambierà con l’artificial economy