Nei discorsi correnti, la tecnologia della blockchain viene di norma essenzializzata. Si tende, cioè, a dire cosa “è” la blockchain, impiegando definizioni descrittive. La blockchain -si dice- è un registro pubblico delle transazioni distribuito e decentralizzato. A queste caratteristiche se ne aggiungono, poi, di norma delle altre: è immutabile, sicuro e trasparente. Questo approccio “essenzialistico” ha indubbiamente un pregio: rende qualitativamente e facilmente comprensibile l’oggetto della definizione. Al contempo, però, ha un grande limite: quello di impedire una comprensione effettiva della tecnologia a partire dal suo emergere fattuale e dalla sua operatività concreta. Si suggerisce l’impressione che esista una tecnologia corrispondente alla definizione astratta di blockchain. Una tecnologia che avrebbe, per sua intrinseca costituzione, quei caratteri di decentralizzazione, di immutabilità, di sicurezza e trasparenza richiamati. Questo approccio essenzialistico nasconde, tuttavia, la realtà… (continua qui)
Author: Cosimo Accoto
Time arrives from the future
“It’s rather the other way around: the future happens before the present, time arrives from the future” (Armen Avanessian) … Derivatives are, in Natalia Zuluaga’s phrase, a specific kind of future-mining, an extraction from the future in the present. But this mining of the future in the present changes what the present is. The present isn’t the one that you started with. The very construction of a speculatively constituted present — the “pre-” — actively puts the present into a past that it also is, the “post-.” There’s one version of this configuration that you and others have described through pre-emptive policing, pre-emptive strikes, pre-emptive personality and so on…”
Reading Mastering Blockchain
Philosophy & Software Studies
La mia intervista sulla relazione tra filosofia e tecnologia attraverso il codice, i sensori, gli algoritmi, i dati e le piattaforme. “… Per analizzare filosoficamente il software non basta, tuttavia, essere in grado tecnicamente di leggerlo o saper vedere che cosa è in grado di produrre o riuscire a interpretare i perché sociali ed economici del suo sviluppo oppure ancora a individuarne la corretta categoria giuridica. Dobbiamo capire in profondità il senso e la natura del suo essere e, meglio ancora, la sua ontogenesi, cioè come il software diventa quello che «è». È, di fatto, il linguaggio con cui, oggi, “scriviamo il mondo” e che detta le condizioni di possibilità delle nostre esperienze. Ma è un tipo particolare di linguaggio. Ha la caratteristica di essere «eseguibile». Anzi, per alcuni è l’unico linguaggio che ha questa capacità. Mentre il linguaggio naturale che usiamo normalmente produce cambiamenti nella mente e nel comportamento delle persone (con esito incerto, aggiungerei), il codice, una volta predisposto perché funzioni correttamente, è un linguaggio che produce esattamente gli effetti che sono iscritti. È una strumentalità realizzata che fa accadere cose ed eventi nel mondo, un mondo che perciò diviene “programmabile”.”
From Archive to Oracle
Le 5 A della nuova architettura dell’informazione: le tecnologie digitali e artificiali da archivio a oracolo … “È anticipata (costantemente impegnata a simulare e predire contesti, comportamenti e obiettivi), è anonima(sottopercepita dal passeggero e non attenzionata dall’umano se non a posteriori), è automatizzata (abilitata da processi sofisticati e intelligenti a controllo macchinico), è alienata (in grado di agire con livelli di autonomia e di decision-making crescente), è atmosferica (capace di supportare gli utenti incrociando scale macro -le reti- e micro -i sensori- in maniera pervasiva)”
A Feed-Forward World [WIAD17]
Reading “Platform Capitalism” (2017)
Forward Collision Warning
“In the video embedded below, we can hear the Tesla Autopilot’s Forward Collision Warning sending out an alert for seemingly no reason, but a fraction of a second later we understand why when the vehicle in front of the Tesla crashes into an SUV that wasn’t visible from the standpoint of the Tesla driver, but apparently it was for the Autopilot’s radar…”
Tesla Autopilot’s new radar technology predicts an accident caught on dashcam a second later




